Il Trofeo Piancamuno torna a portare fortuna dopo 11 anni di oblio

Anche il vincitore di due Giri d’Italia Ivan Gotti è salito sul gradino più alto del podio della corsa camuna nel 1987  Damiano Cunego nel ’98 ha trionfato a Montecampione
Anche il vincitore di due Giri d’Italia Ivan Gotti è salito sul gradino più alto del podio della corsa camuna nel 1987 Damiano Cunego nel ’98 ha trionfato a Montecampione
Anche il vincitore di due Giri d’Italia Ivan Gotti è salito sul gradino più alto del podio della corsa camuna nel 1987  Damiano Cunego nel ’98 ha trionfato a Montecampione
Anche il vincitore di due Giri d’Italia Ivan Gotti è salito sul gradino più alto del podio della corsa camuna nel 1987 Damiano Cunego nel ’98 ha trionfato a Montecampione

Dopo undici anni torna il Trofeo Piancamuno: il 15 agosto il classico appuntamento ferragostano riservato agli juniores si svolgerà per la regia di Tiziano Bardella, presidente del Team Bardy. Con lui a orchestrare la corsa lunga 106 chilometri con partenza da Piancamuno e arrivo al laghetto di Montecampione, Tino e Gabriele Felappi, figli del compianto Angelo per tanti anni presidente del club organizzatore. Dopo la partenza da Piancamuno la corsa affronterà quattro giri di un circuito quasi interamente pianeggiante, prima di affrontare l’ascesa a Montecampione a quota 1.200. Ultimo corridore ad imporsi in terra camuna è stato il toscano Samuele Manfredi della Cavallini Vangi. Terzo e primo dei bresciani il franciacortino Andrea Garosio, ora professionista alla Bardiani Csf Faizanè. Questo evento agonistico dal 1970 fino al 2010 ha portato alla ribalta alcuni corridori che nel prosieguo della carriera si sono espressi ad alti livelli nella categoria maggiore: Baronchelli e Martinelli, quando la corsa era riservata ai dilettanti di prima, seconda e terza serie, Paganessi primattore per due anni di fila tra i terza categoria e juniores sono stati i vincitori doc degli anni ’70. Poi la corsa è sempre stata un appuntamento di prestigio per gli under 18 portando alla ribalta Mauro Bonsi, Ivan Gotti (vincitore di due Giri d’Italia), Mauro Zanetti, il due volte iridato Giuseppe Palumbo, l’altro campione del mondo Damiano Cunego, Giuliano Figueras anch’egli vincitore del titolo mondiale tra gli under 23, Alexander Kolobnev, Marco Corti, Stefano Locatelli, orobico come Alessandro Paganessi e anch’egli due volte primo, Mattia Cattaneo, miglior azzurro al recente Tour de France vinto da Tadej Pogacar. Questi sono stati solo alcuni dei protagonisti di un appuntamento che dal 1970 al 2010 è stato, non di rado, autentico trampolino di lancio verso vittorie sempre più prestigiose. A riportare alla luce la corsa è stato Tiziano Bardella, ex corridore che vanta alcuni successi nelle categorie giovanili e numerosi in quelle amatoriali. Già punto di riferimento di Brixia Tour e Challenge Marco Pantani organizzata con il Gs Pianeta Giovani di Giorgio Addis e Lorenzo Zanetti, tifoso numero uno della campionessa del mondo di Quito 1994 Chiara Alessandra Mariani, da sempre innamorato di questo sport. «Il ciclismo mi piace fin da quando ero ragazzo - dice Bardella - e tuttora mi diverto a partecipare ad alcune corse amatoriali. Per il Trofeo Piancamuno devo riconoscere che non tutto il merito è mio: devo dividerlo con Tino e Gabriele Felappi e gli amministratori di Piancamuno, sensibili alla richiesta di riportare in auge questo appuntamento».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini

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