La carica di Magro «Non siamo morti: ce la giocheremo»

di SASSARI
Kenny Gabriel cerca varchi nella difesa di Sassari: non c’è stata partita in gara-3. Una sconfitta netta e tremendaJohn Brown III: ha provato a lasciare il segno ma non era davvero serata
Kenny Gabriel cerca varchi nella difesa di Sassari: non c’è stata partita in gara-3. Una sconfitta netta e tremendaJohn Brown III: ha provato a lasciare il segno ma non era davvero serata
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La sconfitta più pesante e dolorosa della stagione: Brescia esce con le ossa rotte - e non solo in senso figurato - dalla prima delle due partite del palaSerradimigni. La squadra di coach Alessandro Magro si dissolve all’inzio del terzo quarto e rimedia un sonoro ceffone. Ma i play-off sono anche questo e la sconfitta di ieri sera può essere annullata domani da una vittoria. L’allenatore toscano inizia la sua conferenza stampa con un pensiero ai supporter scesi in terra sarda. «È doveroso un ringraziamento agli Irriducibili – commenta Magro - e agli altri tifosi bresciani presenti che sono voluti stare accanto alla squadra». La voglia di parlare è poca, perché la testa è già a domani sera. «È stata una partita intensa e fisica: i ragazzi di Bucchi hanno alzato il livello di energia. Riassumendo al massimo, possiamo dire che hanno preso il break a Brescia e qui hanno tenuto il servizio». La preoccupazione è ovviamente per le condizioni di Amedeo Della Valle e di Kenny Gabriel, con il secondo che è in forte dubbio per gara-4. Ma ovviamente il terrore è anche quello di non avere Della Valle al 100%, che nell’economia del gioco di Brescia significherebbe tantissimo. «Della Valle aveva preso un colpo in gara-2, nei primi 5 minuti della partita ha preso altri due colpi alla medesima spalla e non ce l’ha fatta». Venendo all’infortunio del lungo americano, ride in maniera amara ricostruendo quanto è accaduto. «Ha picchiato il suo ginocchio contro il ginocchio di Mitrou-Long: non ci facciamo mancare nulla». Partita battezzata come andata dopo i primi 20’: coach Magro lo riconosce. «Nel secondo tempo l’abbiamo data per persa. Ma conta poco adesso: pensiamo a giocare domani sera. Si può resettare tutto: sono stato assistente in Eurolega di una gara persa di 48 punti - stagione 2010/2011, gara-1 dei play-off al Pireo, 89-41 per l’Olympiakos su Siena - e due giorni dopo si vinse di 20 - 65-82 -. Non si può seppellire una squadra che non è ancora morta». Sulle scelte in campo, Magro ricorda e difende quello che è stato il lavoro in difesa. «Abbiamo deciso di stare con i lunghi nell’1 vs 1: e su Bendzius e Bilan ha funzionato. Quello che ha fatto saltare il banco sono state le percentuali di Kruslin e Logan dall’arco. Il lavoro difensivo di tutta la squadra è stato ottimo». Squadra preservata, energie da ritrovare e pile da ricaricare. «Alcuni quintetti sono stati messi in campo per preservare certi giocatori: la partita è durata meno di 25’ a conti fatti». I pignoli direbbero 21, ma adesso è tempo di pensare ad altro. E Magro è sicuro del potenziale del suo gruppo e dei suoi ragazzi. «Il mio gruppo ha dimostrato di avere grandi attributi: i ragazzi hanno grandi valori umani. Non so come andrà gara-4, ma siamo pronti a giocarla con chiunque sarà disponibile». Per la squadra non parla nessuno: la speranza è che le parole si vedano sul parquet sardo domani sera. Non c’è ritorno: Brescia dovrà dare tutto quello che ha, con chi sarà a disposizione. Palla a due alle 21, per una sfida da dentro o fuori.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA