La ripartenza di Manassero «Brescia mi riporterà al top»

di Silvia Avigo
Matteo Manassero, 28 anni: si allena al Brescia Golf Country Club di via Stretta gestito dalla sua famiglia
Matteo Manassero, 28 anni: si allena al Brescia Golf Country Club di via Stretta gestito dalla sua famiglia
Matteo Manassero, 28 anni: si allena al Brescia Golf Country Club di via Stretta gestito dalla sua famiglia
Matteo Manassero, 28 anni: si allena al Brescia Golf Country Club di via Stretta gestito dalla sua famiglia

Il quartetto è di quelli che riempiono il cuore. Uniti, felici mentre si allenano divertendosi sul campo del Brescia Golf Country Club in città, scambiandosi consigli e misurando ogni swing con l’innovativo sistema Toptracer. Uno di loro però spicca su tutti, almeno per adesso: è Matteo Manassero, l’enfant prodige del golf che a soli 3 anni iniziò a muovere i primi passi sul green e tutt’oggi detiene il record come più giovane vincitore dell'European Tour e del British Amateur Championship. «È un periodo di allenamenti, purtroppo a causa del Covid non posso andare a farli a Dubai dove il clima è più adatto, e nemmeno raggiungere il mio allenatore James Ridyard in Inghilterra - esordisce Matteo Manassero -. Mi alleno dal lunedì al venerdì, oltre che in palestra, qui o a GardaGolf a Soiano dove golfisticamente sono nato e cresciuto. Mi sto preparando per tornare in Sudafrica a febbraio per una gara del circuito maggiore». E Johannesburg non è certo un bel ricordo per Matteo, che alcune settimane fa al DPWorld Tour restò bloccato a causa della variante Omicron. Ma riuscì a tornare in Italia con l’ultimo volo preso per un soffio: «Andai per fare esperienza, non ero pronto a quella competizione - spiega Matteo -, L’obiettivo quest’anno è giocare nel talent golf per tornare di nuovo sul circuito europeo. Sto lavorando molto e bene: sono certo di potercela fare». Professionista da quando aveva 17 anni, quando di solito ci si riesce intorno ai 21, l’escalation di Matteo è stata rapida e senza intoppi: dalla vittoria nel 2009 al British Amateur a quella di pochi mesi dopo al British Open, fino alla partecipazione con la maglia azzurra nel 2016 all’ Olimpiade di Rio De Janeiro. Ma come quasi sempre accade ai ragazzi prodigio, il passaggio all’età adulta e le troppe aspettative creano insicurezza e il momento di crisi arriva inesorabilmente. «Ricordo la forte tensione vissuta quando nel 2013 alla Champion GG Wentworth. Ero a pari merito con un altro giocatore, vinsi allo spareggio rischiando molto, allora ero molto più incosciente - le sue parole -. La paura e la tensione impediscono di mettere a frutto il lavoro preparatorio, fondamentale è la parte mentale perché il golf è uno sport il cui libero arbitrio conta al 50 percento, il resto lo fa il destino. Cambiai a malincuore il mio team e devo molto alla mia mental-coach Alessandra Averna, con cui lavoro sulla tecnica di respirazione e mi immedesimo in anticipo nelle gare». Ad allenarsi con Matteo, nell’ultimo giorno dell’anno, anche papà Roberto che racconta: «Iniziai a giocare a golf quando Matteo era piccolino, abbandonando la passione per lo sci. Sono orgoglioso di lui e lo seguo sempre, allo stesso modo anche mio figlio più piccolo è un golfista promettente, devo quindi darmi da fare per non sfigurare ormai». Infatti ad allenarsi nelle postazione del Toptracer di Brescia Golf, c’era anche il 15enne Giovanni, fratello da parte di padre di Matteo: tra i due è evidente la complicità di chi, al dilà dell’affetto, ha in comune la passione della vita. «Devo tantissimo a mio padre con lui e mio fratello condivido l’amore per il golf - spiega Giovanni -. Ho iniziato a 9 anni e a 11 mi sono appassionato più seriamente. Nel 2019 sono stato convocato al corso della Nazionale, nel 2020 ho iniziato le gare, indossare la maglia azzurra era il mio sogno. Con Matteo ho un ottimo rapporto, ci confrontiamo, mi consiglia e io lo seguo ovunque vada». Se il prossimo obiettivo del giovane Manassero, allenato da Alberto Minaghi, è partecipare gli Europei di giugno, del quartetto non si può dimenticare chi si occupa di tutto e accudisce da Brescia Golf ai green in giro per il mondo la famiglia di golfisti. Francesca Apollonio, da 5 anni fidanzata di Matteo, racconta: «L’ho conosciuto 5 anni fa a una festa grazie a mia cugina, sposata con Nino Bertasio (il golfista salodiano protagonista ai Giochi di Rio 2016; ndr) e da allora non ci siamo più lasciati. Avevo 18 anni e non potevo ancora accompagnarlo in giro per il mondo. Appena il mio lavoro di personal trainer lo permette, lo seguo: quest’anno gli ho fatto anche da caddy... Glielo diciamo? - chiede Francesca a Matteo che annuisce -. Quest’anno a settembre ci sposeremo: un matrimonio semplice, il coronamento del nostro grande amore». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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