l'intervista

Michele Lamberti: «Che gioia essere tra i migliori al mondo. E adesso Parigi: farò di tutto per esserci»

di Michele Laffranchi
Il campione bresciano torna dai Mondiali di nuoto di Doha con un bronzo nella staffetta 4x100 mista maschile

Una nuova dimensione: i Mondiali di nuoto di Doha della scorsa settimana lasciano in eredità a Michele Lamberti una consapevolezza rinnovata. Quella di poter competere con i migliori al mondo anche a livello individuale: la finale conquistata nei 50 dorso con tanto di record personale (24“68) ha permesso all’alfiere bresciano classe 2000 di godersi una gara da protagonista tra i primi 8 del mondo, conclusa in settima posizione (e con la percezione di poter crescere ancora).

Alla soddisfazione singola si è aggiunta l’inattesa gioia del bronzo in staffetta: nello stesso pomeriggio, quello già indimenticabile della scorsa domenica, la 4x100 mista azzurra ha conquistato il terzo gradino del podio. Michele, che ha aperto la finale a dorso, assieme a Nicolò Martinenghi (rana), Gianmarco Sansone (delfino) e Alessandro Miressi (stile libero), si è regalato l’immensa gioia della prima medaglia iridata in vasca lunga (nel 2021 erano arrivati già due bronzi in staffetta, ma in corta da 25 metri).

Una soddisfazione enorme, per rendere orgoglioso papà Giorgio (oro nei 200 stile ai Mondiali di Perth in Australia nel 1991) e mamma Tanya Vannini. Un’iniezione emotiva da trasformare adesso in adrenalina pura per preparare al meglio i prossimi appuntamenti: Lamberti Jr è infatti rientrato in Italia nella serata di lunedì e ha già ricominciato ad allenarsi a Verona, insieme al tecnico Alberto Burlina e al compagno di nazionale Thomas Ceccon, assente a Doha ma già qualificato nei 100 dorso per Parigi (distanza della quale, tra l’altro, è primatista del mondo).

L’obiettivo della seconda metà del 2024 di Michele Lamberti sarà proprio l’Olimpiade.

 

Michele, smaltita la sbornia di emozioni?
Sono davvero felicissimo di come si è concluso il Mondiale di Doha: la domenica è stata semplicemente indimenticabile. A partire dalla finale nei 50 dorso, una grande soddisfazione perché l’avevo mancata di poco nei 100 ed ero quindi determinato a prendermi la rivincita: è stato bello farcela firmando anche il mio nuovo personale, che non abbassavo da un po’. Mi sono goduto l’opportunità di essere tra i migliori al mondo: al di là del settimo posto finale, è stato tutto meraviglioso.

Poi il bronzo in staffetta: una gioia dopo l’altra.
Per me ha rappresentato la ciliegina sulla torta, perché si è trattato della prima medaglia mondiale in vasca lunga: è una sensazione perfino difficile da raccontare, tanto è bella. L’emozione è forte e mi dà energia: ne ho bisogno, perché non c’è praticamente tempo per riposare e godersi i risultati, visto che dobbiamo già guardare a quello che verrà.

Il prossimo appuntamento, dal 5 marzo a Riccione, sono gli Assoluti Primaverili.
La stagione è entrata nel vivo e sono fiducioso: Doha ha rappresentato soltanto l’inizio di quest’annata così intensa. Ci sono soltanto due settimane per preparare gli Assoluti: non è semplice, perché adesso ci deve essere un po’ di scarico dopo i Mondiali. Però ho un grande obiettivo: mancano 4/5 decimi al tempo richiesto nei 100 dorso per le Olimpiadi di Parigi e voglio provare a limarli.

Il focus adesso sull’appuntamento a Cinque Cerchi.
Da quando nello scorso maggio ho iniziato ad allenarmi a Verona con Alberto e Thomas ho focalizzato la massima attenzione sui 100 dorso, che sono distanza olimpica. Vediamo appunto come andranno questi Assoluti e poi definiremo i programmi successivi: rimane ancora un posto per la selezione olimpica, visto che uno l’ha già conquistato Thomas. Eventualmente, a giugno ci sarebbe un’altra opportunità con il Settecolli di Roma: tutto dipende da come andranno adesso gli Assoluti.

Quale sarà il piano di lavoro per limare i pochi decimi che mancano?
Ci sono tanti aspetti della mia nuotata che posso provare a migliorare: in particolar modo il ritorno, visto che in batteria e in semifinale a Doha il passaggio non è stato affatto male. Manca qualcosina nella seconda vasca: devo riuscire a dare più continuità alla mia nuotata, lavorando anche sull’economia della bracciata per non esagerare nello sforzo. Dettagli che ovviamente necessitano di tempo, ma resto molto fiducioso sulle possibilità di crescere nelle prestazioni.

Agli Assoluti solo i 100 dorso, dunque?
Farò anche i 100 delfino, che sono previsti dopo il dorso: avrò quindi tempo per gareggiare in entrambe le discipline, senza strafare. In Italia nella farfalla non c’è un vero e proprio dominatore, quindi è uno stile che voglio provare a esplorare, anche nell’ottica possa venir buono in futuro per dare una mano in staffetta.

Con un morale, in attesa di Riccione, che rimane alto.
Assolutamente sì: i risultati aiutano a costruire un bagaglio di esperienza e di fiducia e fanno sentire meno la stanchezza. Ed è comunque importante continuare a guardare agli appuntamenti che verranno in maniera positiva, con ottimismo. Questa medaglia è stata un’iniezione di fiducia da sfruttare nei mesi futuri.

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