Panico segna un’altra meta: «Dalla parte di chi è fragile»

Sami Panico: a febbraio era tornato a giocare dopo un lungo stop legato a problemi personaliNella stessa partita Panico venne premiato come man of the matchSami Panico va in meta contro Viadana l’11 gennaio 2015
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Federico Gervasoni Il Calvisano non si allena, il campionato è stato annullato così come il Mondiale Under 20 originariamente programmato tra giugno e luglio in Lombardia. Sami Panico, però, rinchiuso in casa nella sua Pomezia non riesce proprio a stare sul divano. No, non stiamo parlando di uno dei tanti incoscienti che vanno a spasso nonostante i divieti: il pilone giallonero attualmente è in prima linea nel sostegno ai bisognosi. Come volontario ogni giorno si reca nelle case delle persone anziane e porta loro la spesa. Inoltre, ha donato di tasca sua cinquemila euro in buoni pasto per le famiglie in difficoltà della zona. Un gesto lodevole, di enorme generosità. «In questo momento difficile ho voluto essere solidale con chi ne ha veramente bisogno - spiega Panico - In una situazione di grande emergenza a causa del Coronavirus voglio sentirmi utile per il prossimo. Del resto, ognuno è chiamato a fare la sua parte». Ma Panico non è l’unico giallonero in campo. Anche Maxime Mbandà, ex Calvisano che ora gioca nelle Zebre, è impegnato come volontario per la Croce Gialla a Parma. Pedina fissa della Nazionale italiana, Mbandà va a prendere i malati di Covid-19 dimessi dall’ospedale e li accompagna a casa, dove faranno la quarantena. Il tutto mentre nella vicina Viadana un gruppo di atleti della storica società mantovana si è messo a disposizione della locale Croce Verde. LA RINASCITA. Panico era tornato a giocare a rugby proprio lo scorso 16 febbraio dopo due anni di stop per motivi personali. Classe 1993, quest’inverno aveva scelto di ripartire dal Calvisano, società nella quale si era consacrato in passato vincendo due scudetti e un trofeo di Eccellenza. Dopo un periodo difficile (nel settembre di due anni fa era stato fermato per possesso di sostanze stupefacenti e in seguito prosciolto da tutte le accuse), sotto l’ala protettrice di coach David Dal Maso e dei vecchi compagni di squadra ha ritrovato la forma fisica adatta e la giusta serenità mentale. «Dispiace perché proprio appena dopo il mio rientro il campionato si è fermato - dice - Ma è stata una decisione saggia e necessaria: l’importante ora è tutelare e proteggere la salute di tutti». Il pilone era sceso in campo nel torneo di C1 in trasferta a Schio contro l’Alto Vicentino. «Peccato per il risultato finale, ma è stato un giorno speciale», ricorda. Il passaggio iniziale con la formazione Cadetta è stato solo un primo step, obbligatorio per chi sceglie di tornare a placcare dopo tanto tempo ai box. Ma la palla ovale a Calvisano ha poteri miracolosi, questo è risaputo. La speranza è di rivedere presto Panico agli antichi fasti, possibilmente con la Seniores in lotta per il titolo nella prossima stagione di Top 12. Perché se nel suo presente c’è solo l’impegno come volontario a sostegno delle persone fragili o in difficoltà, il futuro del pilone romano ha ancora i colori gialloneri. «Quando l’emergenza sarà finalmente terminata e le condizioni lo permetteranno, tornerò a giocare al Pata Stadium - promette - Io non vedo l’ora». Nonostante la gioia per il ritorno in campo sia stata fugace, nella vita Sami Panico ha già segnato la sua meta più bella. • © RIPRODUZIONE RISERVATA