Tutti contro tutti dopo il sipario anticipato

OTTO LISTE PER OTTO CANDIDATI. La frammentazione regna sovrana nella tornata che designerà il successore di Lucia Lazzari, costretta a lasciare a metà mandato. C'è il ritorno del due volte sindaco Bruno Marchina L'ex maggioranza spaccata: il Carroccio con Palermo il Pdl con Ilaria Marchina. Prima assoluta per i grillini
04_59_bso_ins_1191.jpg
04_59_bso_ins_1191.jpg
04_59_bso_ins_1191.jpg
04_59_bso_ins_1191.jpg

Sono otto i candidati sindaco, espressione di altrettante liste, tra i quali gli elettori di Gussago, 11.000 circa risultano iscritti nelle liste elettorali, dovranno scegliere il futuro primo cittadino.
Sarà una sfida che si chiuderà in un'unica tornata, per una designazione del successore al governo gussaghese, che raccoglierà l'eredità di Lucia Lazzari, appiedata a metà mandato per l'implosione della Giunta di centrodestra che la sosteneva.
Otto liste e soprattutto gli otto contendenti in campo sono l'evidente dimostrazione dell'impossibilità di tessere alleanze ad ampio raggio, un intento nonostante tutto dichiarato da più di un partito; ma alla fine il risultato è stata una polverizzazione di candidature che rende ancora più incerto l'esito elettorale dalle urne di Gussago. All'esame degli elettori gussaghesi si presentano quest'anno tanti volti nuovi, parecchi sono giovani e tante le rappresentanti dell'universo femminile.
C'è anche un grande ritorno sull'agone politico, quello del due volte sindaco Bruno Marchina, candidato per Gussago Insieme.
D'altra parte si assiste alla diaspora dei precedenti amministratori, con Lega Nord e Pdl che hanno alla fine preferito dividere le rispettive strade. La Lega sostiene Francesco Palermo, primo candidato della lista «Cattolici e democratici-Lavoro e tradizione».
Mentre il Pdl ha candidato l'ex assessore Ilaria Marchina, che avrà il promesso sostegno esterno dell'ex vice sindaco Stefano Quarena - che ha gettato la spugna per i pressanti impegni lavorativi - e degli ex assessori Lucia Masutti e Francesco Pea, che contribuirono alla caduta della Giunta Lazzari.
IL QUADRO a Gussago è decisamente variegato: «Qualche lista appare chiaramente velleitaria, e servirà solo per misurare il peso locale di qualche forza politica - riflette l'ex sindaco Bruno Marchina -. Con un turno unico, la frammentazione dei candidati non giova: c'è il rischio di un sindaco eletto con una percentuale non rappresentativa, con quanto ne consegue». «La proliferazione di liste è la conseguenza della spaccatura del centrodestra - spiega a sua volta Damiano Ceretti -. Nel precedente turno elettorale c'erano 5 liste, un numero che si sarebbe replicato anche questa volta, visto che l'Udc si è schierata con noi; ma alla fine sono subentrati i cosiddetti «grillini». Un quadro così articolato mina alla base l'autorevolezza del consenso». Il Movimento 5 Stelle è al debutto, dopo due anni di lavoro sul territorio: «L'obiettivo è entrare in Consiglio comunale con almeno un candidato che lotti per avere più trasparenza e avvicinare l' Amministrazione ai cittadini».
Per Francesco Palermo: «La frammentazione renderà il voto e il governo del paese più problematici. Sono però convinto che i voti si coaguleranno su poche liste e saranno i programmi a determinare le scelte degli elettori».
«CON OTTO liste tra le quali scegliere c'è il rischio che chi vincerà dovrà contare su una percentuale così bassa da essere poco rappresentativa - sostiene Carlo Colosini (Sinistra a Gussago) -. Chi vince dovrà probabilmente fare i conti con tutte le forze in campo».
«Il Pdl si è ricompattato anche se siamo partiti in ritardo rispetto agli altri - spiega Ilaria Marchina -. La frammentazione colpisce più il centrosinistra che il centrodestra. Siamo fiduciosi anche perché riteniamo che nel centrodestra sia la Lega a essere penalizzata, visto che si è spaccata per aderire a due liste». «Con otto liste la gente fa davvero fatica a capire programmi e candidati - riflette Giorgio Veneziani -. Un peccato perché noi puntiamo tutto sul programma». Infine la lista che si ispira ad An: «L'obiettivo è avere un rappresentante in Consiglio comunale - precisa Gordano Loda - puntando su un programma molto concreto». C.M.

Suggerimenti