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«Un successo dedicato a mia moglie»

di Alberto Armanini
IL VINCITORE. L'imprenditore di Roncadelle ripensa all'incidente di giovedì a Rivoltella che ha visto coinvolta la consorte Giulia insieme a Franca Boni
Il sorpasso decisivo solo all'ultima speciale «Una gioia immensa, sono davvero felicissimo soprattutto per mio figlio Carlo»

 Bruno e Carlo Ferrari in gara sulla Bugatti Type 37. A sinistra il momento del trionfo FOTOLIVE/RIZZINI-VENEZIA
Bruno e Carlo Ferrari in gara sulla Bugatti Type 37. A sinistra il momento del trionfo FOTOLIVE/RIZZINI-VENEZIA

 Bruno e Carlo Ferrari in gara sulla Bugatti Type 37. A sinistra il momento del trionfo FOTOLIVE/RIZZINI-VENEZIA
Bruno e Carlo Ferrari in gara sulla Bugatti Type 37. A sinistra il momento del trionfo FOTOLIVE/RIZZINI-VENEZIA

Avrebbe potuto essere un doppio brindisi in famiglia. Un imprevisto l'ha impedito, ma sul traguardo di viale Venezia Bruno Ferrari coglie comunque una vittoria importantissima.
Il pilota bresciano fatica a trattenere la gioia dopo il trionfo «al fotofinish» su Carlos Sielecki, un successo cercato più volte insieme al figlio Carlo e raggiunto nell'edizione più difficile per la famiglia, causa il ritiro della moglie Giulia dopo pochi chilometri.
IL PRIMO PENSIERO di Ferrari dopo l'ingresso a Brescia da vincitore è rivolto proprio alla moglie, costretta all'abbandono per l'incidente avvenuto durante la passerella di Rivoltella durante la prima tappa.
«E' una vittoria bellissima dedicata a mia moglie Giulia che era in macchina con Franca Boni - dice Ferrari trattenendo a fatica le lacrime -. Purtroppo Franca ha avuto un problema a un occhio nello scoppio di un gioco e ha dovuto abbandonare la corsa, vedendosi sfuggire anche la possibilità di vincere il titolo riservato al miglior equipaggio femminile».
Tanto per restare in famiglia, un pensiero speciale è rivolto anche al figlio Carlo: «Sono felicissimo per mio figlio, che non aveva mai vinto la Mille Miglia e covava questo sogno con me da quattro anni. Finalmente è andata bene».
Appena parla di questioni puramente agonistiche Ferrari so si illumina in volto: «Vincere così, all'ultima prova, è ancora più bello. E' stata una sfida davvero combattutissima, e l'ultimo atto è stato degno di un thriller».
Bruno Ferrari scrive il suo nome tra i vincitori della corsa per la seconda volta. Imprenditore residente a Roncadelle, socio della scuderia Brescia Corse e direttore del Museo Mille Miglia, aveva messo le mani sulla gara per la prima volta nel 1995, su Salza Abarth 750 Zagato del 1957. Da allora era andato vicinissimo al bis solo nel 2007, chiudendo secondo assoluto al volante di una Bugatti T 37 del 1927, la stessa macchina che ieri gli ha regalato la gioia della vittoria.
Anche gli attesissimi «vip» in gara hanno espresso la propria soddisfazione all'arrivo. Per Kristian Ghedina «è stata un'esperienza meravigliosa».
«Dal 118° posto sono riuscito a salire al 68°, grazie alla collaborazione di Andrea Castronovo e a un'auto fantastica», sottolinea l'ex azzurro di sci.
ANCHE DAVID COULTHARD, nonostante non abbia raggiunto posizioni nobili della classifica, si è detto molto soddisfatto: «Sono veramente felice - ha dichiarato all'arrivo -, guidare attraverso le città e i borghi d'Italia è entusiasmante. Scopro la cultura e l'arte di questo bellissimo Paese, assieme a una corsa incredibile che riesce a coinvolgere le famiglie e a radunare tutti nelle strade».
Lodi anche da parte di Mika Hakkinen, altro ex pilota di Formula 1: «Ho seguito la gara al volante di un auto che porta il nome di un mito, Stirling Moss, e per me è stato un grande onore. Questa è la competizione più importante del mondo nel suo genere».
Alberto Armanini

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