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«Università, servono fondi anche dai privati»


In tempi di crisi, con le risorse pubbliche che oramai sono ridotte all'osso, Comune e Provincia di Brescia non si possono più permettere di finanziare da sole i progetti universitari. Hanno bisogno di una spalla.
L'assessore Aristide Peli, che tra le altre conta anche la delega all'Università, ha le idee chiare e messo da parte l'Eulo lancia per Brescia il "modello americano". Dopo lunghe trattative, il consiglio provinciale ha votato l'uscita dall'Ente universitario della Lombardia orientale lo scorso 17 aprile. Precisando, tuttavia, che il recesso non sarebbe stato immediatamente operativo, ma ci sarebbe voluto qualche mese per studiare una nuova formula per il sostegno al sistema universitario bresciano, di concerto con la Loggia.
« AL POSTO dell'Eulo qualcuno parla di costituire una fondazione, altri di dare vita a diversi contenitori. Al contenitore si può anche pensare - spiega -. Tuttavia sono convinto che la priorità sia dare un sostegno all'Università nei fatti. Finora le istituzioni hanno fatto sforzi notevoli, penso anche all'impegno per lo sviluppo del Centro multisettoriale tecnologico, ma è impossibile portare la stessa linfa che porterebbero dei soggetti privati».
Uno degli obiettivi dell'assessore Peli è, quindi, sensibilizzare alla costituzione di nuove partnership di cui beneficerebbero gli studenti, ma anche la Loggia e il Broletto, che tirerebbero per un po' il fiato: «A Brescia i privati si sono sempre dimostrati bravi in molti settori. Ora dobbiamo far sì che si impegnino anche in questo».
LA CONNESSIONE stretta tra scuola e atenei resta, intanto, anche per i prossimi anni tra le sfide prioritarie del nuovo assessore. Che auspica, anche, una sorta di cambio nella mentalità comune. «Negli ultimi tempi - commenta - c'è stata una proliferazione dei licei. Questo poiché si ritiene che rispetto agli istituti tecnici siano scuole di serie A. È arrivata l'ora di sfatare questo mito. Chi esce dal tecnologico può allo stesso modo accedere al mondo del lavoro o andare all'università». NA.DA.

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