Voto, tutte le liste e i candidati

di William Geroldi
ALLE URNE IL 6 E 7 MAGGIO. Ultimata la procedura di presentazione degli schieramenti nei centri chiamati a rinnovare i Consigli comunali. Sono 63 le formazioni e 52 gli aspiranti sindaci nei dodici Comuni. Si rompe il fronte Pdl-Lega. L'Udc sogna Desenzano, il Pd promuove il civismo
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Brescia. Una fitta pioggia di liste e una corposa pattuglia di candidati alla poltrona di sindaco. Alla chiusura degli sportelli comunali ieri a mezzogiorno nei 12 Comuni chiamati a eleggere sindaco e consiglio comunale domenica 6 e lunedì 7 maggio, con una coda due settimane più tardi per il ballottaggio, erano state protocollate ben 63 liste e 52 candidati-sindaci. Nei commenti delle forze politiche protagoniste delle trattative prevale, seppur con qualche distinguo, un'analisi «local» che stempera gli echi del dibattito nazionale.
«Mi pare che tutti stiano privilegiando aspetti profondamenti locali - ribadisce Gianmarco Quadrini, segretario dell'Udc - rispetto agli scenari nazionali, anche perchè ritengo che il quadro politico sarà interessato da cambiamenti significativi. Detto questo, nel Comune più importante, Desenzano, la scelta di correre con il Pdl è stata facilitata dall'espressione di una nostra candidatura e dal fatto che la Lega corra da sola, anche se questo ragionamento non è stato compreso dal terzo polo».
IN EFFETTI sembrava nell'aria l'accordo per una candidatura unitaria.... «C'era anche stata un'intesa di massima, poi sfumata per ragioni che ancora non ho capito: per quanto riguarda gli altri Comuni manterrei ogni riflessione sull'aspetto locale. Rilevo peraltro una proliferazione delle candidature a sindaco e delle liste: mi chiedo se è un segno di partecipazione oppure un'ulteriore frammentazione del quadro politico perchè non mi sembra di cogliere liste dal particolare profilo».
Fabio Rolfi, vice-sindaco di Brescia nelle vesti di segretario provinciale della Lega nord certifica il difficile rapporto con il Pdl: «A Desenzano corriamo da soli per il giudizio negativo che diamo al lavoro svolto da una giusta pasticciona, così come a Palazzolo e Gussago non possiamo certo allearci con chi ha fatto cadere le amministrazioni per questioni personali. A Gussago è stata presentata un'ottima lista, segno di una Lega che si sta radicando sempre più, ben oltre il nostro elettorato». Il simbolo è presente in metà dei Comuni che vanno al voto e «in tempi di anti-politica - rileva Bossi - credo che la gente apprezzerà la chiarezza e la coerenza, insieme ad una piattaforma di valori che è una garanzia».
Tende la mano Enrico Mattinzoli, coordinatore provinciale del Pdl: «Per noi il modello in Loggia a Brescia rimane un punto di riferimento, certo se i nostri alleati cercheranno di smarcarsi per noi sarà inevitabile guardare con maggiore attenzione al terzo Polo. Non c'è dubbio che queste elezioni inevitabilmente siano condizionate dalla situazione nazionale che ci vede divisi dalla Lega e a sostegno del governo con il terzo Polo. Mi auguro tuttavia che la Lega nel quadro dell'evoluzione nazionale non intenda mettere in discussione le alleanze negli enti locali». Per quanto riguarda le singole scelte, a Desenzano l'accordo con l'Udc che esprime anche il candidato sindaco «sta a dimostrare il riconoscimento di una identità che prescinde dalle dimensioni di un partito».
Così come a Gussago la parola d'ordine è rinnovamento, a cominciare dai protagonisti, in negativo, della crisi con la Lega, rimasti fuori dalla lista. Con il partito di Bossi le porte non sono per nulla chiuse: lo dimostrano, ribadisce Mattinzoli, le alleanze di Darfo, Rovato e Cazzago.
SUL FRONTE del centrosinistra, Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd insiste nella strada intrapresa l'anno scorso «con buoni risultati. Nella composizione delle liste ci siamo impegnati a valorizzare la dimensione territoriale. Il nostro partito è stato capace di togliersi la casacca per favorire una rappresentanza del terrtitorio capace di affrontare i problemi dei Comuni che vivono una stagione di forte difficoltà. Il 21 aprile è in programma una grande assemblea provinciale in cui presenteremo i candidati sindaci. Potevamo fare anche scelte diverse - conclude Bisinella - ma noi non andiamo sul territorio a dire chi deve fare il sindaco: abbiamo ascoltato i circoli che hanno scelto in autonomia alleanze e candidati».
Salvatore Palmirani, coordinatore dell'Italia dei Valori punta l'attenzione sui due Comuni più grandi Desenzano e Palazzolo per esprimere «amarezza» verso il Pd: «Altro che foto di Vasto, nei confronti dell'Italia dei Valori c'è stata poca attenzione». In riva al Garda il partito di Di Pietro è riuscito ugualmente a presentarsi insieme a Sel e ad una civica, mentre a Palazzolo il sogno è sfumato per il mancato raggiungimento delle firme necessarie alla presentazione.
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