sabato, 11 luglio 2020
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

21.06.2012

Startup, un modello bresciano per l'Italia

La platea numerosissima presente ieri a Pane web e salame FOTOLIVE
La platea numerosissima presente ieri a Pane web e salame FOTOLIVE

Brescia. Titolare del blog bruschi.com, Raimondo Bruschi è un imprenditore alla guida di servizi-internet.eu, società che ha all'attivo una decina di brand di servizio conosciuti sul web, già consulente per i protocolli di riferimento del web, a partire da quello sulla Posta elettronica certificata. A seguire alcuni stralci di una traccia di lavoro, per ora informale, ampiamente dibattuta e condivisa in rete, che per il livello attuale dei promotori e sostenitori potrebbe verosimilmente diventare modello di riferimento per la task force voluta dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Frequentando ogni incontro su startup e innovazione ci si rende conto di come gira il sistema e si notano anche gli anelli deboli della catena. Di cosa c'è bisogno di fronte a queste proposte d'innovazione? Innanzitutto è necessario canalizzare gli incentivi e condirli con adeguati suggerimenti normativi, che possano favorire la crescita di nuove aziende, non come nuove realtà avulse e sognatrici, ma radicate nel territorio. A fronte della necessità di innovarsi, di trovare nuovi sbocchi, di ristrutturare e di ringiovanire, molte aziende esistenti devono diventare incubatori (o chiocce) di nuove aziende pensate da giovani startupper, per realizzare ripresa produttiva e crescita anche nel breve. Nel mutuo bisogno e nella simbiosi tra i due (o più) soggetti si nasconde un possibile successo, che tornerebbe utile a tutti. tradotto in occupazione e crescita della ripresa. Trasformare le vecchie aziende in luoghi in cui far nascere le nuove permetterebbe di trovare soluzioni a problemi determinati dalla crisi e risposte alla necessità di supporto a giovani intraprendenti senza alcuna esperienza di gestione. Sicuramente è necessario disegnare un giusto ruolo e inquadramento a ogni attore: imprenditori e venture capital o business angel, occupati e disoccupati o cassaintegrati da riattivare, startupper e idee innovative, enti bancari e servizi accessori o indotti. Un processo di «riconversione per innovazione indotta», che in passato ha già dato buoni frutti sotto forma d'investimenti produttivi di macchinari o strutturali e di riqualificazione formativa, da sviluppare in chiave attualizzata e contestualizzata. L'IMPRENDITORE non deve essere per forza illuminato. Anche il più vecchio e conservatore imprenditore o il più riluttante giovane startupper capirebbero subito il vantaggio reciproco di questa nuova strada da percorrere insieme. La crisi o la necessità di far continuare a vivere o crescere le proprie idee e aziende è la leva d'interesse. La scuola bottega artigiana per molti versi ne è una consolidata traccia storica o modello, la cui variante deve essere creare un giovane imprenditore socio o amministratore della nuova azienda a fianco del mentore che lo adotta. Non occorrono nuove forme contrattuali e civilistiche, nè tantomeno distrarre l'ordinaria gestione di un azienda esistente. Viceversa l'ospitante ne potrebbe anche trovare evoluzione e crescita. Venture capital, business angel, agenzie attive nella finanza agevolata o strutture indirettamente bancarie, potrebbero trovare un naturale ruolo quale tramite finanziario (in autonomia propria o per l'accesso al credito) nella gestione nella figura d'advisor o curatore delle nuove relazioni, visioni, paradigmi, norme in sorta di coach operativo o mentore, dell'adozione startupper/impresa. SI POTREBBE azzardare che ne possano beneficiare risorse umane già disponibili o posteggiate, quali le masse disoccupate e dissuase al lavorare, in una chiave di riqualificazione professionale, affiancabili ai lavoratori occupati dell'azienda ospitante, che ne sarebbero anch'essi fiduciati in una prospettiva alternativa. Specialmente nel caso di quelle predestinate a spegnersi, costituendo la fonte di erogazione immediata di un'organizzazione strutturale, che la nuova azienda diversamente dovrebbe creare e sostenere. La sotto utilizzazione strutturale da contrazione di mercato ne è la naturale certa disponibilità e la motivazione di vedersi collocati in nuove prospettive. NON SERVONO soldi di stato, solo supporto e inviti o guide ed indicazioni normative, che evitino il ripetersi di erogazioni di finanza agevolata strumentale ad altro, per il tramite di soggetti diversamente interessati. Mentre defiscalizzazioni specifiche, che si rapportino ai soli nuovi ricavi o favoriscano nuovi asset all'interno delle azienda ospitante o newco, non sottrarrebbero l'ordinario gettito fiscale e ne sarebbero lo stimolo evidente. FINANZIARE o sostenere la costruzione di nuove case e diverse leve (competenze ed esperienze) richiede un maggiore sforzo e tempo che la società e il substrato di micro e medie aziende esistenti non può subire e sopportare. È sicuramente piu' redditizio e vicino nel tempo il contribuire a ristrutturare e rinnovare l'esistente, per non rischiare di rimanere con nulla di nuovo, con il rischio di aver azzerato il consolidato di esperienze e strutture che oggi ancora vivono o spesso sopravvivono ridotto a tenue lumicino. Uno o più giovani partner adottati da un laboratorio artigiano di falegnameria o un'azienda di servizi, potrebbero realizzare nuove linee di prodotto, aprire nuovi canali di vendita, trasferendo le conoscenze apprese ma mai messe in pratica, sfruttando la familiarità della competenza digitale di nascita, per promuovere con la visione non prevenuta del mercato o di un nuovo approccio metodologico, chi già esiste. Potrebbero alternativamente, in aziende di servizi, identificare mercati o esigenze nuovi. Perché investire e concentrarsi solo nel nuovo, non curandosi dell'esistente, che tende ad essere asfittico o morire? È necessario cortocircuitare le aziende e le nuove leve in un solidale matrimonio d'innovazione multi settore, fruttifero per nuovi attori di domani e per i presenti in affanno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Raimondo Bruschi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1