martedì, 20 ottobre 2020
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17.12.2011

Test per l'Università: la parola a Napolitano


 Il test di Medicina a Brixia Expo continua ad essere al centro della polemica studentesca
Il test di Medicina a Brixia Expo continua ad essere al centro della polemica studentesca

Esultano gli studenti bresciani dopo che giovedì il Tar ha accolto il ricorso di una quarantina di candidati esclusi dagli ultimi test di accesso alle facoltà mediche dell'università di Brescia. Ora, a seguito dell'ordinanza del tribunale amministrativo, gli studenti sono stati «riammessi a pieno titolo».
IL MOTIVO del ricorso è tutto nell'annullamento, durante la prova, di quattro degli 82 quesiti contentuti nel test di selezione poichè presentavano alcune «incongruenze».
Gli studenti, per i quali l'ordinanza del Tar (la sentenza definitiva arriverà solo a giungo 2012) rappresenta è una vittoria senza precedenti, avevano sollevato immediatamente il problema, denunciando quello che secondo loro ed evidentemente anche secondo il tribunale amministrativo era stato un danno grave provocato «dall'imparzialità del test che aveva così pregiudicato moltissimi studenti».
Ieri l'Udu, unione degli universitari, ha convocato una conferenza stampa in cui ha ribadito la propria posizione.
«È stato riconosciuto come la società privata che aveva la responsabilità di formulae le domande per il test abbia commesso alcuni errori e che l'Università non è stata in grado sul momento di gestire la situazione - ha spiegato Federica Micheli, rappresentante dell'U- du -. Grazie a questa ordinanza gli studenti sono stati ammessi a frequentare i corsi come i colleghi che erano già iscritti. Ci aspettiamo che l'università faccia tutto il possibile per metterli nelle condizioni di recuperare le lezioni perse. Siamo disponibili a collaborare per facilitare le cose».
Gli studenti stanno valutando l'opportunità di indire anche un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aperto a tutti quelli che non hanno partecipato alla prima battaglia legale e che oggi, naturalmente, tornano a sperare in una nuova possibilità.
«I TERMINI per fare appello non sono ancora scaduti - hanno sottolineato all'Udu -. Ci sono 120 giorni di tempo dalla pubblicazione delle graduatorie, quindi entro gennaio il nostro nuovo ricorso sarà una realtà. Questo per giustizia verso tutti e per lanciare il messaggio che il gravissimo episodio che si è verificato quest'anno è solo il più grave di una serie e dimostra come il sistema dei test a crocette non sia affidabile. Va quindi ripensato l'intero sistema universitario di accesso, che secondo noi dovrebbe consentire a ogni studente di poter iniziare il corso di studi per cui si sente maggiormente portato». Non solo. «La valutazione e la selezione verranno poi nel corso degli anni secondo le potenzialità e l'impegno di ciascuno», ha ribadito Michel Cardito, componente del senato accademico dell'Università di Brescia.
Per ora nessun commento dall'università: i presidi di facoltà hanno fatto sapere di «essere al lavoro per studiare cosa fare e organizzare le procedure di immatricolazione dei nuovi ammessi». Ma nessuno si sbilancia, anche se in Ateneo si dicono pronti a rispettare la decisione del Tar.

Federica Malvicini
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