mercoledì, 21 ottobre 2020
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

09.12.2013

Un «collaboratore» arrestato per sbaglio

Luigi Bonaventura durante l'intervento al convegno di  Brescia
Luigi Bonaventura durante l'intervento al convegno di Brescia

Il fatto è di tre giorni fa, ma la notizia è stata diffusa solo nel pomeriggio di ieri, attraverso un'agenzia di stampa. E' stata la presidente del Coordinamento nazionale antimafia «Riferimenti», Adriana Musella a dichiarare, per prima «Risulta sconcertante quanto accaduto al collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura di Crotone».
Adriana Musella ha spiegato che «due giorni fa, dopo che Bonaventura aveva dato testimonianza in un convegno all'Università Statale di Brescia è stato arrestato. E' stato poi necessario l'intervento di un magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro per farlo liberare. Ma quando lo Stato diventerà credibile?».
«Non c'è coordinamento sul territorio - conclude Musella - e finisce che chi primo si alza in questo Paese comanda. E' una vergogna. A Luigi Bonaventura la mia solidarietà e quella dell'associazione che presiedo».
A QUANTO si è appreso la polizia bresciana non ha alcuna responsabilità, ma si tratterebbe di un errore che affonda le radici negli archivi. Sembra quasi non ci si sia accorti del contributo dato da Bonaventura alla lotta alla 'Ndrangheta. Tutto sarebbe rimasto come quando non si era ancora pentito. Il convegno a cui stava partecipando era organizzato dalla Rete Antimafia della Provincia di Brescia e si è tenuto nel Dipartimento di Giurisprudenza. Tema dell'incontro: «Dentro la 'Ndrangheta», inserito nel ciclo: «La mafia a 100 passi da casa nostra».
Gli organizzatori, del resto si sono comportati con tutte le cautele precisando sul sito: «Interverrà un ex reggente di una cosca di 'ndrangheta, pentito e ora collaboratore di giustizia (per motivi di sicurezza non è possibile rivelare il suo nome anticipatamente) che ci porterà la sua testimonianza sulla spregiudicatezza e la crudeltà della logica della criminalità organizzata».
IERI inevitabilmente è stata la giornata dei commenti. «Un capitolo nuovo si è aggiunto alla già incredibile storia del collaboratore Luigi Bonaventura. Ci teniamo a sottolineare che, come Bonaventura ci ha riferito, e come noi stessi abbiamo potuto constatare, gli agenti della Questura impegnati in questa vicenda, avendo intuito che il mandato di cattura risalente addirittura al 2003 presentava degli aspetti anomali, si sono comportati in maniera garbata e tranquilla, riuscendo così a limitare almeno in parte le ripercussioni negative che il collaboratore ha dovuto subire.
Bonaventura va protetto, non arrestato! L'associazione "I Cittadini contro le mafie e la corruzione" esprime solidarietà al collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1