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25.03.2020

Elena Vanni di Salò
da Un posto al sole
a Reginald e Tina

«Buongiorno a tutte le lettrici e a tutti i lettori. Mi chiamo Elena Vanni, sono un'attrice, sono nata a Salò, da qualche anno vivo a Roma. Per il mio lavoro mi sposto sempre molto, ma appena posso torno a casa, perché dopo un po' il lago mi manca.

 

IL 22 FEBBRAIO ero a Brescia a presentare le Lezioni di Storia al Teatro Grande, una bellissima riflessione su Carlo Magno del professor Alessandro Vanoli. Finita la lezione, come sempre ci ritroviamo fuori dall'uscita artisti, ci salutiamo, parliamo di Carlo Magno, di come si sta e di tante altre cose. Ecco, ci siamo tutti, partiamo, si va in direzione via Gasparo da Salò, sotto i portici ci si presenta, c'è sempre qualcuno/a che non si conosce e si fa lo slalom tra le persone, è una bellissima giornata, Brescia è piena di gente. Qualche donna rallenta perchè in piazza Loggia c'è quel piccolo pezzo di ciottolato che con i tacchi non va molto d'accordo. Arriviamo davanti all'Osteria Bianchi, grande ritrovo del sabato dei bresciani e delle bresciane, amici, amiche, bambini, bambine, genitori, cani, ragazzi e ragazze che parlano, si muovono con pezzi di bertagnì, si salutano da lontano; è tutto un eco di ciao, alüra, salute, stét be?, ci vediamo dopo!, stasera, che fom? Questa è l'ultima volta che sono stata a Brescia. E in questo momento, più che mai, penso a quanto amo questa città che sa essere accogliente, solare, forte, operosa e che sa anche godersi la vita. Questa è la Brescia di cui ora scrivo, al presente, perché spero che questo tempo ritorni presto, che ci rivedremo nelle piazze, con tante cose da condividere, tanta voglia guardarci in faccia e abbracciarci».

 

È con questa forza narrativa e questa dolce energia del ricordo che l'attrice Elena Vanni ha voluto partecipare all'iniziativa di Bresciaoggi, «Teatro dalla camera - Reagiamo alla paura», regalandoci oltre all'articolo scritto anche il piccolo film che vedrete nel video. Nemmeno un intero studio di doppiaggio professionale e una squadra di animatori avrebbero potuto renderci con tale passione (e rapidità) tutto l'umorismo, i colori, la tenerezza di questo capolavoro per bambini dello scrittore americano Mo Willems, animatore e collaboratore di Sesame Street e The Muppets, oltre che autore della serie «Sheep in the Big City».

 

DA SALÒ ai palcoscenici del mondo: la parabola di Elena Vanni è ampia e colma di esperienze professionali. Dall'infanzia sulle sponde del Benaco all'adolescenza al liceo Fermi dove ha collaborato con Marzio Manenti del Teatro dei Lumi, formatosi con Cesare Lievi, al ruolo televisivo di Delia Caracciolo Leone per «Un posto al Sole» su Rai3. L'anno scorso ha portato alla Triennale di Milano «1969 - Tutto in un anno» di Michele Rho con Paolo Conti; ha organizzato il festival Domina Domna a Bergamo, ha partecipato ai progetti di Tomi Janezic nelle residenze tra i boschi di Lubiana e ha lavorato per tre anni all’Odin Teater in Danimarca con Tage Larsen, regista del suo spettacolo «BIM BUM BANG», commedia grottesca nata con il contributo di Riccardo Borsoni (pare che il regista e attore danese sia anche arrivato a Salò per parlare di teatro e mangiare lo spiedo bresciano!).

Quando ci lasceremo la pandemia alle spalle, speriamo il prima possibile, uscirà un film nel quale l'interprete bresciana recita una piccola parte: «Un figlio di nome Erasmus», di Alberto Ferrari con Daniele Liotti, Luca e Paolo, Ricky Memphis e Carol Alt.

Ecco ora la storia di Reginald e Tina raccontata dall'attrice Elena Vanni, «Premio alle arti Lidia Petroni» nonché vincitrice del bando per la creatività giovanile della Fondazione Cariplo per la creazione di «ROAAAR». È da quell'esperienza con il sostegno di Spazio Idra e della Corte Ospitale che è nato irresistibile lo spettacolo «A.R.E.M. Agenzia Recupero Eventi Mancanti»: approdato a Brescia, ancora «gira» e speriamo vivamente che torni in città.


 

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