21 maggio 2019

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05.12.2018

Scarlattina, una malattia
molto conosciuta,
e un tempo temuta

A cura di Publiadige

Scarlattina, una malattia molto conosciuta, e un tempo temuta
Scarlattina, una malattia molto conosciuta, e un tempo temuta

La scarlattina è una malattia dell'infanzia che tutte le mamme conoscono. Può essere contratta anche da adulti, ma per i bambini è quasi un must. È infatti una delle cinque malattie infettive “mitiche” dei bambini. Si tratta di una malattia infettiva contagiosa, provocata da un batterio. Questa la differenzia dalle altre malattie infettive tipiche dell'infanzia, come la varicella e le altre, i cui responsabili sono dei virus.

Le caratteristiche della scarlattina

Proprio in quanto è un batterio a provocarla, per la scarlattina non c'è un vaccino. Si procede quindi con la classica cura antibiotica. Il batterio si diffonde e si trasmette nell'aria. Se non si vuole essere contagiati, si deve quindi evitare un ambiente dove ci siano dei malati.
I sintomi con cui si evidenzia sono l'angina faringea e la febbre, assieme ai classici puntini rossi sulla pelle.
I puntini rossi sono dovuti alle tossine rilasciate da batterio. L'angina faringea è invece un'infezione, chiaramente della faringe, che colpisce i più piccolini. È generalmente dovuta ad un virus. La scarlattina è stata, in passato, una malattia molto comune e pericolosa. Non erano poche infatti, le morti dovute alla patologia. In particolare i più piccoli erano colpiti dalle complicanze cardiologiche. Oggi, l'era degli antibiotici ha cambiato tutto, e la scarlattina è vista come una malattia semplice da risolvere. Chiaramente va valutata e curata subito, prima che il batterio faccia danni seri.

Il batterio della scarlattina

Il batterio che provoca la scarlattina è uno streptococco del gruppo A, lo Streptococcus pyogenes. A causa delle tossine che il batterio è in grado di produrre, si hanno sintomi della scarlattina. Le tossine sono una reazione del batterio quando viene attaccato da quei virus che si nutrono proprio dei batteri. Lo streptococco oggi non è un batterio molto pericoloso, ma va tenuto sotto osservazione se il paziente contagiato è una donna in gravidanza. Come detto, la trasmissione è aerea, in particolare dovuta alla saliva, alla tosse o al muco con una persona già contagiata. In alcuni casi basta essere vicini ad una persona infetta che vi parli, per prendere la malattia. Il batterio, una volta entrato nel corpo, passa per la mucosa e si diffonde. Le stagioni in cui si manifesta sono certamente quelle fredde, soprattutto alla fine del periodo, ma può manifestarsi anche all'inizio della primavera. La contagiosità è manifesta sia durante l'incubazione, che durante la malattia. Ma durante la terapia con antibiotici, la possibilità di contagio è prossima allo zero dopo soli due giorni.

I sintomi

I sintomi possono farsi vivi dopo due giorni, fino ad un massimo di cinque giorni di incubazione. Appena terminata l'incubazione, i sintomi si manifestano. All'improvviso compaiono febbre alta, anche fino a 40°C, mal di testa, freddo e brividi. Inoltre si può soffrire di vomito e nausea.
Il sintomo ricorrente è l'infiammazione della faringe, sotto forma di angina. Questa angina non ha nulla a che vedere con l'angina al petto, se non nel termine che indica dolore.
Generalmente la lingue diventa bianca e si desquama, per poi prendere una colorazione rossa accesa. Questa viene chiamata lingua di fragola proprio per il colore.
Poi c'è l'esantema, ovvero i famosi puntini rossi sulla pelle. La prima regione ad essere colpita è quella dell'inguine. Questi compaiono dopo due o quattro giorni dal contagio. Poi si diffondono in due giorni a tutte le parti del corpo, iniziando dalle ascelle e dal collo. Solo il naso, il mento e la bocca sono esenti dai puntini. Queste zone appaiono invece pallide. Il viso, per il suo aspetto, viene chiamato "maschera scarlattinosa", oppure Maschera di Filatow. I puntini sono molto piccoli e molto rossi, ad alta densità sulla pelle. Dopo qualche giorno, l'esantema inizia a dileguarsi, ma la pelle si squama leggermente.

Diagnosticare la malattia

La prima diagnosi della malattia è visiva. Quando i puntini iniziano a comparire, i medico può sospettare la scarlattina e procedere con il tampone faringeo.
La reazione di Dick fornisce la risposta e la conferma della presenza delle tossine. Queste sono dovute, come detto, allo streptococco che determina poi la malattia.
Il test è rapidissimo e indolore, e garantisce risultati esatti.

Evoluzione e cure

Quando la malattia si manifesta, in genere servono due o tre settimane per risolverla completamente. Con la medicina moderna, le complicanze sono vicine allo zero. Se non curata con gli antibiotici invece, è facile che faccia comparire febbre reumatica, reumatismo o glomerulonefrite.
Come detto, la cura è a base di antibiotici che agiscano sullo specifico streptococco. Si tratta di penicillina benzatina, amoxicillina, e altri antibiotici simili. Per combattere la febbre vendono prescritti gli antifebbrili e si consiglia di bere molto per combattere la disidratazione.
Gli antibiotici vengono prescritti per circa dieci giorni.
Non essendoci un vaccino contro la scarlattina, è importante non frequentare persone infette. In Italia è prevista ad esempio la riammissione a scuola solo dopo almeno 48 ore dall'inizio della somministrazione di antibiotici.
Una volta presa la malattia, è difficile riprenderla nel futuro, anche se non impossibile. Esistono infatti case di recidiva.
 

Approfondimenti

https://www.inran.it/scarlattina-gravidanza/15736/

https://www.inran.it/

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