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13.10.2009

Se Fido è aggressivo il patentino è d'obbligo

Un gruppo di partecipanti alla giornata dedicata ai cani domenica scorsa a  Campo Marte
Un gruppo di partecipanti alla giornata dedicata ai cani domenica scorsa a Campo Marte

Da qualche giorno per i proprietari di cani «impegnativi» è scattato l'obbligo del patentino. La Fnovi , la Federazione nazionale ordine veterinari italiani, in collaborazione con il ministero della Salute e delle Politiche sociali, ha creato il primo opuscolo informativo per la realizzazione di corsi di formazione rivolti a tutti i proprietari di cani, anche se l'obbligo riguarda solo i possessori di cani che abbiano dimostrato atteggiamenti aggressivi o disturbi comportamentali pericolosi ai fini della sicurezza pubblica. Per tutti gli altri il patentino è consigliato, ma resta facoltativo.
Volato a Roma per dare il proprio contributo, il dottor Gaetano Penocchio, presidente di Fnovi Brescia, ha subito specificato: «Questo percorso formativo, ispirato dall'ordinanza contingibile e urgente in merito alla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani del 3 marzo scorso, è stato realizzato con l'obbiettivo di fornire informazioni chiare e facilmente fruibili da un vasto pubblico, dando risposte immediate, comprensibili ed esaustive alle domande e ai problemi che più frequentemente provengono dai proprietari dei cani».
Fornire gli strumenti e le conoscenze di base per instaurare un corretto rapporto con il proprio cane vuol dire acquisire la piena consapevolezza delle proprie responsabilità verso il cane stesso e verso l'intera società civile. In effetti, all'interno dell'opuscolo informativo, lo Fnovi specifica che «sarebbe auspicabile frequentare il corso ancora prima dell'entrata ufficiale dell'animale in famiglia», questo per fare in modo che «i proprietari possano comprendere in anticipo la scelta che stanno per compiere, anche in relazione alla propria situazione familiare e logistica».
LA DECISIONE di adottare un cane, che provenga dall'allevamento più blasonato o dal canile municipale, deve basarsi su una scelta consapevole. Bisogna tenere in considerazione diversi fattori, tra i quali: l'impegno quotidiano per l'intera vita dell'animale, le spese medico-sanitarie necessarie per l'identificazione, il mantenimento in salute e la cura di Fido. Chi pensa di acquistare un cane per soddisfare il capriccio del figlioletto in cerca di un amico con cui giocare, così come chi lo adotta per trasportarlo all'interno di borsette glamour, rischia di commettere un grave errore di valutazione. Un errore che nel migliore dei casi produrrà cagnolini viziati e asociali, e nel peggiore potenziali «assassini».
Sarebbe opportuno non dimenticare che il rapporto uomo-cane è un rapporto affettivo serio e non andrebbe in alcun modo banalizzato. Il percorso illustrato dall'opuscolo Fnovi educa il lettore grazie ad alcune informazioni sull'origine del cane domestico, le sue esigenze come animale sociale e le sue capacità di relazionarsi con l'uomo, per passare poi a una descrizione delle fasi dello sviluppo comportamentale del cucciolo fino all'età adulta. Ma l'aspetto sul quale si concentra maggiormente riguarda la comunicazione, intesa a doppio flusso. «Innanzitutto - spiega Penocchio - all'interno dell'opuscolo il proprietario è istruito a capire il linguaggio del proprio fedele amico a quattro zampe, ma - cosa ancora più importante - ad adottare gli atteggiamenti vocali e corporali necessari per farsi capire dal proprio cane, in modo tale da creare tra i due un flusso comunicativo senza errori». Spesso tra gli amanti degli animali girano falsi miti che sarebbe opportuno sfatare una volta per tutte. L'opuscolo dedica un'intera sezione allìargomento, generatore di «comportamenti erronei e tramandati da padrone a padrone».
UN ESEMPIO SU TUTTI: schiacciare il muso del cane negli escrementi non produrrà un cane più educato, ma semplicemente un cane spaventato dall'irruenza del gesto, incapace di capire il proprio errore e quindi incline a ripeterlo. Il libretto informativo redatto da Fnovi , completato da un video, potrà aiutare i padroni ad individuare i cosidetti «campanelli d'allarme» dell'aggressività canina, riducendone così il rischio sociale.
Un intero capitolo è poi dedicato alla convivenza tra cane e bambino, che è e dev'essere una preziosa opportunità di crescita e gioco per entrambi, ma necessita di attenzioni e conoscenze perché non si incorra in spiacevoli conseguenze. In ultimo, ma non per ultimo, il lettore è invitato a rispettare gli obblighi e i doveri del «buon proprietario», il rispetto delle leggi e la tutela dell'animale domestico, atti necessari a promuovere la più corretta convivenza civile. I principi descritti nell'opuscolo sono già di per sé un passo avanti rispetto alla normativa nazionale, che in fatto di tutela degli animali è ancora incompleta. Visto che a organizzare i corsi saranno i Comuni insieme ai veterinari pubblici e privati che lavorano sul territorio, l'invito del sottosegretario Francesca Martini è quello di «sveltire i tempi necessari all'organizzazione comunale della formazione, per evitare che il problema dell'aggressività canina produca altri danni». Da parte sua il vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi ha assicurato: «Quando la legge sarà diventata operativa, la nostra amministrazione ha tutta l'intenzione di attivarsi per la creazione dei corsi necessari ad acquisire il patentino». La sensibilità del Comune di Brescia nei primi mesi del 2010 si tradurrà anche nella creazione di «un nuovo ufficio per i diritti degli animali, capace di sgravare (almeno in parte) il lavoro di tutti quei volontari che da anni si occupano di tutela dei diritti degli animali «d'affezione».

Elisabetta Bentivoglio
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