17 luglio 2019

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Salute & Benessere

03.04.2019

Il «sesto senso»
Felicità e buonumore?
Si costruiscono a tavola

Felicità e buonumore? Si costruiscono a tavola
Felicità e buonumore? Si costruiscono a tavola

C'è un «sesto senso», insieme ai più famosi cinque, che non tutti conosciamo bene e usiamo al meglio: è l'intestino, da cui può partire la nostra felicità. Parola di Pier Luigi Rossi, medico e specialista in Scienza dell'alimentazione dell'Università di Bologna, autore del libro «L'intestino. Il sesto senso del nostro corpo. Alimentazione consapevole e biochimica della gioia», edito da Aboca.

Perché, ebbene sì, a sentire l'esperto ci sarebbe una relazione stretta tra intestino e toni dell'umore, correlati con la nutrizione molecolare e il metabolismo cellulare dell'intero sistema corporeo, non soltanto con i condizionamenti psicologici, sociali e affettivi. E sarebbe dunque doppiamente importante che ognuno di noi seguisse un'alimentazione sana e consapevole. «Il cibo quando entra dentro di noi, e ne entrano 2-3 chili al giorno, lascia il suo segno nell'intestino che è lungo cinque volte la nostra altezza», spiega Rossi. «Poiché ogni 3-5 giorni l'epitelio del nostro intestino si modifica e cambia, se noi mangiamo male danneggiammo questa parete. Così la salute intestinale salta e si rovina il tono dell'umore che tende alla tristezza e alla depressione.

L'intestino è il più grande organo sensoriale, capace di accettare tutte le stimolazioni sensoriali, da quelle gustative alle olfattive fini al tatto. Queste vengono raccolte dal nervo vago, che le porta al cervello. Ecco perché l'umore dipende anche da quello che mangiamo». Ma quali sono gli errori più clamorosi che fanno gli italiani a tavola? «Mangiare senza pensare», risponde Rossi. «Devono saper guidare la mano che porta il cibo alla bocca. Abbiamo un'alimentazione triste che è in grado di distruggere i villi intestinali e le pareti. Ma sopratutto di danneggiare il neurotrasmettitore serotonina (il 95% parte dall'epitelio dell'intestino) che ci porta la serenità e la tranquillità».

Secondo l'esperto la colpa è dell'introduzione della zootecnica intensiva, che «ha generato un'offerta di carne con un elevato contenuto di grassi saturi. Questi, insieme a un eccesso di carboidrati semplici, possono invalidare la salute del cervello, aumentando il rischio di malattie mentali e altri disturbi metabolici. Un regime alimentare a base di questi nutrienti ha fatto sviluppare nel microbiota umano batteri aggressivi responsabili della produzione di liposaccaride che crea nel cervello depressione, tristezza, tono dell'umore negativo, apatia e affaticamento».

La chiave per costruire la felicità a tavola dunque, conclude Rossi, è acquisire consapevolezza di ciò che si mangia. Conoscere le oscillazioni del picco glicemico postprandiale. «Occorre saper nutrire il microbiota: quando si mangia infatti non si è mai soli (nell'intestino sono presenti 100 miliardi di batteri che "mangiano" il cibo che abbiamo mangiato noi). I batteri mangiano le fibre idrosolubili e producono molecole positive per il corpo umano: ed ecco che lo stato dell'umore è recuperato».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1