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13.12.2018

Ecco il presepe
meccanico
delle meraviglie

Il presepe meccanico di Manerba attraversa secoli di storia
Il presepe meccanico di Manerba attraversa secoli di storia

Udite, udite: il gran giorno è ormai fissato. Sabato pomeriggio a Manerba inaugura l’imperdibile presepe meccanico, realizzato come sempre dagli Amici di San Bernardo, che con i suoi 322 metri quadrati di estensione è il più grande della provincia, e non solo, capace di attirare lo scorso anno più di 36mila visitatori da tutto il Nord Italia (il record di sempre, in crescita del 10% sull’annata precedente).

QUELLA IN ARRIVO è la ventiduesima edizione: sabato il taglio del nastro è previsto alle 14, per il primo giorno aperto fino alle 18. Poi domenica tutto il giorno, anche la mattina dalle 9.30 alle 12: si replica giovedì 20 dicembre, il pomeriggio, e da sabato 22 aperto tutti i giorni senza sosta fino al 6 gennaio, e solo nei weekend (con qualche giovedì) fino al 27. Bastano i numeri a raccontare l’impegno dei volontari, mesi e mesi di lavoro, per realizzare l’ormai storica attrazione manerbese, allestita nella chiesetta di San Bernardo a Solarolo: sono 743 le statuine in movimento con meccanismi artigianali, fatte tutte a mano, con 152 motori elettrici e 31 schede elettroniche (da quest’anno attrezzate con la tecnologia Arduino) e un computer per la gestione, 10 chilometri e mezzo di cavi, quasi 4000 litri d’acqua, 17 metri cubi di legname, 344 chili di pietre e 192 di gesso, quasi 1300 fogli di carta. Una meraviglia della tecnica, fatta di paesaggi e scenografie mozzafiato: e le statue non solo si muovono, ma parlano e cantano, e poi le luci e la musica, perfino la notte che diventa giorno e viceversa. Alle scene della natività classica si affiancano scorci e paesaggi locali, come gli ulivi e i vigneti della Valtenesi o il pescatore che vende il pesce al mercato (e che parla in dialetto). Come ogni anno non mancano le novità: tra gli scenari che verranno svelati al pubblico nel fine settimana anche il cantiere per la costruzione di un grande tempio, liberamente ispirato al Foro romano di Brescia, gli operai che lavorano in una cava (con dedica a Botticino), donne che filano in un’antica cascina. Certo ne ha fatta di strada quel gruppetto di volontari che ancora nel 1997, in occasione del carnevale, decise di lanciare l’idea di un grande presepe meccanico. Oggi un fiore all’occhiello del paese e della Valtenesi, tappa irrinunciabile di curiosi e appassionati, e dei tanti, tantissimi «turisti dei presepi», a migliaia in tutta Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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