19 luglio 2019

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Zaino in spalla

13.12.2018

Con le ciaspole sul Monte
Baldo. Cima Chierego
a un passo dal cielo

Verso il Rifugio Chierego
Verso il Rifugio Chierego

Una bella e non impegnativa ascensione con le ciaspole sulle nevi della cresta sommitale del Monte Baldo che, con il suo biancore che resisterà sino a primavera inoltrata, domina dall'alto l'azzurro del Benaco. Meta Cima Costabella, detta anche Cima Chierego, non indicata sulla carte che ne riportano solo la quota. L'ascensione proposta è percorsa spesso anche da scialpinisti e relativamente al riparo dalle slavine. Dalla strada che da San Zeno di Montagna porta a Prada, poco prima dell'Osteria al Cacciatore, si prende a destra (freccia per Naole) la stradina che sale alla località Pratolongo detta anche Due Pozze o Pozza Mandra dove si parcheggia. In caso di tanta neve si dovrà partire dal Cacciatore impiegando un'ora in più per la salita. In caso di poca neve invece sarà necessario portare sulle spalle le ciaspole per il primo tratto. Da Pratolongo si sale lungo la traccia della carrareccia per deviare quasi subito a sinistra (freccia per Baiti Ortigara). Una lunga e tortuosa traversata a mezzacosta ci conduce sino ai Baiti Ortigara prima ed alla Baita Ortigaretta poi. Si continua ancora verso nord arrivando al Rifugio Mondini che ha l'abitudine di cambiare spesso nome (lo chiamano anche Baita Prada o Baito Turri) creando non poca confusione tra gli appassionati. Qui passano gli impianti sciistici; pieghiamo a destra e cominciamo a risalire l'aperto ed erto pendio che ci deposita sulla cresta sommitale del Monte Baldo, a poca distanza dal Rifugio Fiori del Baldo, riaperto nel 2017 dopo un periodo di chiusura. Immenso il panorama che ci circonda. Sembra d'essere in cima al mondo: sensazione abbastanza frequente su queste balze del Monte Baldo. Seguiamo la larga dorsale sino al già visibile Rifugio Chierego che raggiungiamo in pochi minuti e continuiamo la salita verso la Cima Costabella. Senza percorso obbligato e tenendoci piuttosto sulla sinistra (verso destra spesso si protendono ad est delle cornici di neve che a volta possono essere pericolose) raggiungiamo la larga sommità della montagna, punto più alto dell'itinerario proposto. Chi non fosse ancora stanco può proseguire, simpatica allungatoia, verso settentrione, sino al Coal Santo. Si torna sul medesimo itinerario di salita oppure con il percorso che descriveremo la prossima settimana. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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