09 aprile 2020

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Zaino in spalla

20.02.2020

Da Sant’Eusebio fino al
Monte Ucia. La seduzione
di un’escursione easy

Una veduta sulla Corna de Caì
Una veduta sulla Corna de Caì

Il Monte Ucia domina dall'alto dei suoi boschi la strada detta Coste di Sant’Eusebio ed è raggiungibile con una camminata alla portata di tutti. Salendo da Caino, dopo aver superato l'Azienda Agricola Bettina - ottimi salami, formaggi e gelati di latte di capra - si raggiunge il Colle di Sant’Eusebio dove si parcheggia. Le frecce di indicano una stradina cementata che, dopo una villetta, diventa subito un largo sentiero che raggiunge un crinale panoramico dove appaiono il Dosso Alto, la Cima Meghè, la Cima Spessa, la Cima Tombea, il Monte Caplone e il Pizzoccolo. Questo sentiero purtroppo è frequentato dai motocross nonostante un bel visibile cartello di divieto che nessuno (un bel vizio italiano) fa rispettare. Si passa al di sopra di una vecchia frana ed al successivo bivio si tiene la destra portandosi sul versante di Caino. Dopo un tratto a mezzacosta nel bosco altro bivio dove si lascia a destra un sentiero che scende a Caino (freccia a sinistra per Monte Ucia). Si passa a sinistra di una cascina e, dopo alcuni tornanti, si arriva al Passo del Zuf dove un cartello indica quota 895 ma è più esatta è 925. Ci troviamo al limite settentrionale dell'altopiano di Cariadeghe. Lasciato a sinistra il sentiero proseguiamo sul crinale attraversando un roccolo. Il tracciato prosegue sul versante di Caino raggiungendo una sella dove arriva una stradina da Cariadeghe. La ignoriamo e ci manteniamo sul sentiero, attraversiamo un altro roccolo, saliamo su un cocuzzolo oltre il quale una galoppata in cresta con numerose doline e splendidi alberi ci porta sulla anticima e poi sulla vetta del Monte Ucia dove su un sasso c'è una targa metallica. La cima è circondata dalle piante ma tra i rami si riconoscono oltre alle montagne già citate, il Monte Rosa, la pianura e gli Appennini, il Monte Pizzoccolo, il Monte Baldo, le Dolomiti di Brenta, il Carè Alto, il Blumone, l'Adamello, le montagne dell'Alta Valtrompia, la Concarena, il Pizzo Camino, la Presolana, il Monte Guglielmo, le Grigne e le montagne del confine svizzero. Vale la pena in 10 minuti raggiungere anche la Corna de Cai da dove si vede anche uno spicchio di lago di Garda. È uno sperone roccioso che si protende verso la Valle del Garza: una selletta con panche e tavoli e una deviazione a destra su roccette (cavo di sicurezza, niente di impegnativo) porta alla piccola cima. •

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