08 dicembre 2019

Interviste

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

24.11.2019

Interviste

«Evviva la cultura:
un progetto di vita
piacevole per tutti»

Agostino Garda nella sua casa di Borgo San Giacomo, dove è nato l’11 luglio del 1950. Colleziona strumenti musicali storici
Agostino Garda nella sua casa di Borgo San Giacomo, dove è nato l’11 luglio del 1950. Colleziona strumenti musicali storici

Le parole sono importanti. Lo sa bene, Piacevolezza: parola vittima di bullismo lessicale, confinata com’è tra malcelati buonismi e sorrisini vagamente spregiativi; bandita da contesti felici, esclusa dal vocabolario delle approvazioni vere-e-sincere. Ma il suo significante finalmente si ribella: rivuole il significato che le spetta. Piacevolezza è bello! Lo sa, lo rivendica, Agostino Garda. Che ne ha fatto uno stile (piacevole) di vita. «Mi sono sempre divertito», ricorda una delle figure di riferimento della storia di Borgo San Giacomo. Maestro elementare e poi presidente della scuola materna, responsabile e realizzatore di eventi musicali e letterari, curatore di mostre e concerti. Oggi è anima del Castello di Padernello, dove rappresenta l’Amministrazione comunale e garantisce una continuità culturale che è patrimonio condiviso dalla cittadinanza. Tutto questo con il sorriso, nella certezza di spendere bene il proprio tempo con (e per) gli altri. Non a caso la sua gente, il suo Comune, l’ha insignito due anni fa della «civica benemerenza per la passione e i risultati ottenuti nella promozione della cultura».

Ruoli istituzionali, culturali, e non solo: lei è anche collezionista di oggetti musicali storici. In quale ruolo si sente più a suo agio?

Ma direi in tutti. Faccio tante cose, che mi rendono felice.

Da bambino cosa le dava gioia?

Leggere fumetti. Tex, il Vittorioso, il Giornalino. Non ho mai giocato a calcio, ho sempre condotto una vita normalissima. Andavo anche a ballare al Kalua, a Orzinuovi. Da ragazzo leggevo tanto.

Cosa la conquistava fra i libri?

Alle medie ero affascinato dai Promessi Sposi. L’insegnante di lettere, Giamberto Gavuzzi di Bagnolo Mella, mi ha fatto amare italiano e latino. Devo molto a miei insegnanti, e da insegnante a mia volta ho cercato di tradurre in pratica ciò che ho imparato grazie a loro.

Lei è consigliere del cda della Fondazione Nolli, casa famiglia di Orzinuovi. Quando è nato il suo impegno sociale?

Ho cominciato in oratorio, anche lì devo solo dire grazie: mi hanno fatto amare la politica in gioventù. Non i partiti: la politica.

Per questo si è candidato a sindaco del paese?

Sì. E durante la mia gestione ho cercato di dare importanza alla cultura. Insegnante di scuola elementare per 40 anni, avevo nel dna la trasmissione della cultura con i suoi possibili agganci. Certe iniziative, dalle mostre ai concerti, nella Bassa non c’erano mai state. Le feste patronali che erano fiere son diventate qualcos’altro, e il discorso è stato portato avanti dalle amministrazioni successive a prescindere dal colore. Un segno l’ho lasciato. E ho continuato a collaborare.

Aveva un modello politico?

Considero mio maestro Giovanni Pasquini, sindaco per 14 anni. Appassionato di cultura, ha contribuito al vocabolario del lessico bresciano di cui ho scritto la prefazione, aiutandolo a mettere insieme i vocaboli.

Trascorre tanto tempo in castello?

Sono presente sia come amministratore che come volontario. Il castello era in rovina, quand’ero sindaco abbiamo avviato un’operazione per rimetterlo in sesto e darlo alla cittadinanza che il mio successore ha saputo completare. Ora sono lì come rappresentante del Comune, ma organizzo anche eventi, 9-10 all’anno. Presento libri, appuntamenti con «Un’ora d’autore», ed è una gioia vederli sempre partecipati. Riempire il cortile così è una meraviglia.

Ama spaziare fra il sacro e profano?

Sì. Dalla Butterfly raccontata in osteria, parlando di Puccini, alla poesia religiosa dell’Umbria che approfondirò il 10 dicembre, con il Cantico di San Francesco, il pianto della Madonna di Iacopone da Todi, la poesia lombarda di Giacomino da Verona. Testi anche da riscoprire. A gennaio parleremo di Cecco Angiolieri. Collaboro anche con il circolo Polpatelli, a Mairano, garantendo 5 incontri all’anno di natura letteraria, filosofica, musicale, con la presidenza di Silvano Bertinelli. E partecipo all’attività del circolo Don Emilio Verzelletti a Cremezzano di San Paolo, con la presidenza di Giorgio De Florian. Una realtà particolarissima, ospitata dal fienile recuperato di proprietà di Giovanni Bertelli. Concerti, eventi: in un paesino di 300 abitanti, un terzo del paese viene a riempire il teatro. Dobbiamo aggiungere sedie, la gente guarda e ascolta dalle finestra. Poi mi occupo volentieri di mostre.

Gli artisti che ricorda?

Sono stato amico di Oscar Di Prata, Giacomo Bergomi, Antonio Gigante, Luciano Migliorati, Pierangelo Arbosti, Laura Zani. A Borgo, Giacomo Olini: sono cresciuto in casa sua. Adoro le opere d’arte e quello che possono significare.

Quali arti predilige?

Sono un melomane, presenza fissa a Sant’Ambrogio alla Scala. Vado anche all’Arena, quando posso. Ognuno ha i suoi sfizi. Io sono single, non ho figli, neanche un cane. Poi, ho una collezione di strumenti meccanici musicali dell’800.

Quando è nata questa passione?

Nel 1958, avevo 8 anni. L’1 ottobre iniziava la scuola. Avevo chiesto a Santa Lucia un piano a cilindro, mi erano arrivati cappottino e scarpine. E mi ero arrabbiato con Santa Lucia, una delusione rimasta a covare latente. Quindici anni dopo una signora che abitava vicino a casa mia mi stava aiutando ad eliminare le carte di troppo. Così abbiamo trovato una lettera di mia madre indirizzata a Colonia per chiedere se producevano ancora piani a cilindro. Risposto: no. Ho fatto pace con Santa Lucia. E sono andato a Colonia, a prendere un verticale. Adesso un piano identico a quello che avevo visto nel ’58, un Faventia autentico del ’22, ce l’ho, in perfetto ordine e funzionante. E ho in tutto 5 piani a cilindro, 3 orchestrion, 3 organetti di Barberia, 2 piani melodici, 1 orologio Foresta Nera con organo a 63 canne...

Tanti anni di insegnamento: come sono cambiati gli alunni?

Un tempo era più facile entrare in sintonia. Adesso, oltre a essere un insegnante documentato, devi avere un approccio narrativo. Se parlo in un circolo di Sant’Agostino e non ho di fronte persone che hanno dimestichezza con la materia, devo mettere elementi narrativi per agganciare l’attenzione.

Quale significato ha la cultura in giorni di conflittualità diffusa?

Promuovere questo tipo di progettualità serve anche a non far prevalere posizioni solo apparentemente vincenti. Proponiamo alternative sincere, senza secondi fini. Gli interlocutori devono capire che sei convinto, che credi in quello che fai: credi che possa essere piacevole, per te e per la gente. Preferisco abbassare il livello, senza banalizzare, ma andare tutti a casa soddisfatti alla fine.

Cosa sogna, adesso?

Voglio restituire all’antico splendore il sagrato. Il vecchio cimitero ha un quadriportico bellissimo.

Come si definirebbe?

Un manovale della cultura. Porto avanti proposte che spero piacciano. Conferenze di 3 quarti d’ora, tre lettrici che leggono, gente che ascolta e poi mangia. Al castello di Padernello, giovedì 28, ci sarà una serata speciale: ospite il coro Vox Nova, diretto da Bruno Provezza, con la partecipazione di Irene Fargo che sarà protagonista di «D’amor cantando». Più che un’esibizione, uno spettacolo. Io reciterò poesie, alcune dialogate con Irene Fargo. Da Caldarelli a Merini a Neruda, con musiche di Edith Piaf, «Moon river» e 4 sassofonisti. Il mio ambito: letterario, musicale.

Resta un posticino per un hobby?

Sì, il presepio che ho costruito nel mio portico. Sei metri quadrati, col cancello rigorosamente aperto: chi vuole, entra. E un caffè non lo nego nessuno.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1