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1 Maglia per la vita

24.11.2015

Pedrini, dai Timoria
a Londra passando
per 1 Maglia per la Vita

Omar Pedrini
Omar Pedrini

Ha un legame con i bresciani assolutamente inscindibile: è probabilmente il figlio predilettodella musica bresciana, l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo unire la sua arte con il senso di appartenenza: un «senso» che lo lega tantissimo al calcio e al suo Brescia, che lo lega alla città come al Garda, che, anche se adesso si è trasferito a Milano, gli fa sentire Brescia sempre nel cuore. «Al momento la mia città non mi manca ancora - scherza poche ore dopo aver finito il tour - : soprattutto perchè mi sono trasferito a Milano praticamente da una settimana. Brescia comunque è vicina, basta organizzarsi».

Appunto, organizzazione è la parola d’ordine quando si parla di 1 Maglia per la Vita. Pedrini è sempre stato presente, si è fatto trovare in città come al lago e con la sua musica ha dato il contributo migliore possibile alla buona riuscita della manifestazione. «Mi devo organizzare per essere della squadra - dice Pedrini - : non sono mai mancato e non ho intenzione di mancare proprio quest’anno. Vivendo a Milano farò più fatica ad esserci, devo organizzare la trasferta ma confido di riuscire come sempre ad esserci. E’ un’idea bellissima, tutti i bresciani dovrebbero dare il contributo e il fatto che molti artisti bresciani di ogni livello non vogliano mancare è sinonimo del grande lavoro che è stato fatto in questi anni. Ciro riesce sempre a coinvolgermi, come lui i tanti amici che ho a Bresciaoggi e Brescia.Tv. Quando partecipo a questo evento mi diverto sempre tantissimo, è un momento in cui tutti si lavora con lo stesso obiettivo».

Per i bresciani la solidarietà ha sempre un fascino incredibile: riesce ad essere un richiamo forte ed un incentivo a cercare di essere sempre propositivi e costruttivi. «Aiutare chi soffre è doveroso - ricorda Pedrini - : Brescia si è sempre dimostrata all’altezza della situazione e onestamente non ho motivi di pensare che anche quest’anno non si dimostri eccezionale in questa corsa verso la solidarietà. Il legame tra bresciani, sport e solidarietà è fortissimi e questi tre fattori penso siano senza dubbio il punto di partenza per un evento straordinario anche quest’anno».

Dopo il bagno di folla a Bergamo (un avvenimento per un bresciano purosangue) Pedrini ha mandato in archivio il suo tour che non ha mancato di regalargli grandi soddisfazioni. «È stato un bel successo e ne sono felicissimo - commenta - : abbiamo festeggiato con tutti i ragazzi che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo. Un tour che mi resterà nel cuore e che inevitabilmente sarà il punto di partenza verso il nuovo album».

Nel 2016 infatti uscirà il nuovo lavoro di Pedrini. Un album che si annuncia con grandi influenze british. «Inevitabilmente. Sarà un vero ritorno alle radici. Rock un po’ psichedelico, nello stile dei primi Pink Floyd, del Neil Young meno americano e più inglese». Intanto non si spegne l’eco di «Cosa vado a fare a Londra», un pezzo divenuto una sorta di tormentone. «Ho conosciuto Noel Gallagher, mio gemello astrale - scherza Omar - . Mi rimangono una canzone condivisa e la possibilità di raccontare ai nipotini di essere stato suo ospite in un concerto con 3 differenti backstage. Ho visto il leader degli Oasis fare un djset privato per 60 persone, con moglie e bambini al seguito. Noel però è l’anti-rockstar: è un tranquillone, giù dal palco. Ho fatto amicizia anche con Kelly Jones, il leader degli

Stereophonics. Quelle sono macchine da hit, sono incredibili».

Tornando a 1 Maglia per la Vita, è impossibile negare che l’evento televisivo di bresciano è anche l’occasione per tanti musicisti di esibirsi davanti ad un pubblico decisamente eterogeneo. Per la scena musicale bresciana, oggi difficile da definire, è una grande opportunità. «Secondo me la musica bresciana è di grande livello - rivela l’ex leader dei Timoria - : il rischio è che diventi una bolla di sapone che si riempie e scoppia. Non sarebbe giusto, perché gente come Marydolls, Giuradei, Cattaneo, Cinemavolta, ha tanto da dire. La strada giusta è quella seguita per esempio da Magliolo e Poddighe, che sono tornati a fare concerti in America. E apprezzo molto gli Aucan: mi piacerebbe fare musica con loro. Non bisogna avere paura di uscire dai confini per affermare tutto il proprio valore».

E Omar, dai confini bresciani, è uscito senza mai scorsarsi le sue radici.

RED-BS4
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