20 gennaio 2021

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Leonessa

13.01.2021 Tags: Desenzano del Garda

Desenzano senza
treni all’ombra
della Tav

La Leonessa
La Leonessa

Andiamo a lavorare per pagare le rate della macchina che ci serve per andare a lavorare: qualcuno dice che sia questo il paradosso della vita moderna. Ma allora cosa devono dire quelli di Desenzano, che pagano le ferrovie per non poter più prendere il treno? Qui stanno infatti costruendo la famosa Tav, una nuova e avveniristica ferrovia da 8 miliardi di euro (soldi dei contribuenti, desenzanesi inclusi), ma mentre il cantiere avanza con grande sciupìo di suolo, di treni nella stazione del Garda ne fermano sempre di meno. Nel 2019 fermavano 30 Frecce e 6 Italo, ma oggi di quei 36 treni veloci ne sono rimasti solo 12. E quando sarà pronta la Tav, ne fermeranno zero. Bella roba: ti fanno sotto casa una nuova ferrovia da 8 miliardi, ma ti tolgono i treni. In questo senso siamo tutti un po’ desenzanesi: l’impressione che più «avanti» andremo peggio staremo è, ormai, ben più di un’impressione.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Piste da sci
cotte a fuoco
lento dall’incertezza
Bye bye
Frecciarossa.
La Tav snobba Brescia
Nuovi rischi in
agguato: i
principianti della neve
I pescatori
«stangati» e
l’enigma del Dpcm
Se i cavatori
brindano
all’algoritmo impazzito
Desenzano senza
treni all’ombra
della Tav
Le bilance di Orzinuovi
e il prezzo dell’inganno
La Befana vien
di notte con
il «fumo» nella calza
Quando tocchi
il fondo non
iniziare a scavare
Pompiano «martire»
della fibra
fracassona
Slot machine
selvaggia. Un
azzardo pericoloso
Così inutile,
così magica.
Ma tutti vogliono la luna
Se il «nemico»
è in casa che
messaggio è?
Disabili, non
c’è approdo
sicuro nel mare di risorse
Quei buchi
nell’asfalto e i
buchi neri del Broletto
Carabinieri e
vigili come gli
eroi della sanità
Quando il
coprifuoco
«anticipa» lo sballo
Il regalo di Natale
viaggia sull’autobus
All’università non c’è posto per i futuri medici
Ma come si legge la classifica del Brescia?
La discarica
nascosta sotto
un tappeto
Bye bye
Montichiari.
Cenerentola dei cieli
Burocrazia, un
raccordo senza
una via d’uscita
La controllata
di Temù? Bastava
parlare chiaro
Furti nelle
case, nessun
diritto alla sicurezza?
A Brescia si
trovano
gustosissime colombe...
Se lo spirito natalizio
fa multare il sobrio
Le nuove
partecipate
come le teste dell’Idra
Balotelli,
Berlusconi e la
mela sempre buona
Gli smemorati
di Temù e il
credito «fantasma»
La candida
liturgia della
bianca coltre
Desenzano resta
con il cerino
in mano
Il Broletto
spende ma la
coperta è corta
Il sindaco
inciampa nel
tappeto verde
Villa Carcina
«adotta» il
Marchese del Grillo
Nella scuola
di Vobarno il
futuro è «a distanza»
Se i pini
marittimi
spuntano sui laghi
Metrò senza
contributo. Sorge
una domanda
Dalla fabbrica
al verde. Una
lezione da seguire
Quando leggere
libri non è una
necessità
Lo scaricabarile
lascia a piedi
gli studenti
Rovizza e il
paradosso della
frazione frazionata
Stupidità latente
e scarpette rosse
Tutti in fila
per il voto
ignorando la pandemia
Le luci di
Desenzano e
le ombre dell’austerity
Le luci di
Desenzano e
le ombre dell’austerity
Quell’assurdo
minuetto sulla
mega Concert Hall
Influenza, il
vaccino fa sosta
in dogana
Estetiste e
parrucchieri:
due peli e due misure
Polemiche e
isterie non
vincono la pandemia
Frane, se
vent’anni vi
sembran pochi
Buche di
Lumezzane: ci
vuole uno scienziato
La gogna allo
specchio mette
a nudo lo stupido
La notte di
Halloween delle
tante zucche vuote
I cinghiali nei
parchi e i
cacciatori nella giungla
Garda Uno,
gigante dai
nervi fragili
Halloween e
musei: le zucche
sono vuote
Il fuggi fuggi
dei tedeschi
dagli alberghi del Garda
La logica
al «Mercatino
delle cose introvabili»
La «Pina» senza
cappello
all'appuntamento 2023?
Una «seconda
ondata» fra
ciclabili e ciclamini
Se basta una parola
ad aggirare il lockdown
Palazzolo,
votazioni e
virus di ritorno
I nostri ragazzi
e lo sport.
Devono pagare loro?
La discarica
di coscienze
sulla strada del Sebino
Il traforo
del Mortirolo
la chimera della politica
Gli operai
Feralpi
feriti nell’onore
Cologne, i nuovi
barbari e un
mondo in macerie
Dilettanti e
giovanili:
rischio troppo grande?
Brescia
«capitale»: e
il ruolo del Musil?
La giustizia
lumaca muore
per estinzione
Se il tabù di Villa Carcina
è la parola «poveri»
Kart, pugni e movida:
doveva essere tutto ok?
Con o senza mascherina
i controllori dove sono?
Sono senza scusanti ma nessuno chiede scusa
Brescia fra Tav
e Cultura
Fatto 30
facciamo 31
Caso Trapani: perché
ha parlato solo Delneri?
Quei turisti per caso
alla scoperta del Garda
Celebrazioni fasciste:
fino a quando ancora?
Sugli
autobus-pollaio
tra la capra e i cavoli
Se due settimane
vi sembran poche
Tirare troppo
la corda è
solo da vigliacchi
Nascere in un
ospedale senza
più la sala parto
GF Vip, Leali
vs Enock il
derby che non t’aspetti
Quella sporca
dozzina di
discariche radioattive
Le plafoniere
ballerine peggio
della pandemia
Le cinture di sicurezza
ormai sono un optional
Le caserme-feticcio
tra Chiari e Rovato
Il collettore del Garda?
Si è già arenato a Roma
Se le cose
vanno male c’è
chi piange di più
Anatema alla
bresciana sul
birbante di Cellatica
Andiamo tutti
in bici. Ma
dove passiamo?
Quei cervelloni
in tilt e le
cattedre vuote
Villa Carcina
dice «no» al
discount del cemento
Se cinque
chili di cacca
vi sembrano pochi....
La spiaggia
inesistente e
quel bisogno di natura
Adro non perde
il vizio:
sull’asilo è un putiferio
La sanità
privata e gli
eroi senza contratto
Chi mai
riabiliterà la
Riabilitazione?