15 agosto 2020

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Leonessa

23.09.2019

Siamo tutti Greta
O magari forse no

La Leonessa
La Leonessa

Va bene la domenica ecologica. Vanno bene, anzi benissimo, tutte le iniziative che partono «dal basso» per pulire il mondo, pulire i fiumi, pulire le strade, pulire le colline. Alla grande gli incentivi per le biciclette. Ok anche per il biglietto unico che incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici. Tante, tantissime iniziative, e uno pensa: dai e dai, il problema si risolve. E invece... E invece si va a pulire il Mella e, tra l’altro, si trova una cucina a gas abbandonata. Allora: va bene tutto, ma un esame di coscienza personale si deve fare. Dal sacchetto «non perfettamente differenziato» all’utilizzo eccessivo dell’auto, da quel mozzicone lasciato per terra a quella carta sprecata e abbandonata: c’è ancora tanto da fare. Perchè se siamo tutti Greta, e dagli slogan di questi ultimi giorni parrebbe di sì, le alternative sono due: o si sistemano le cose, o qualcuno conta belle, grosse, sane balle. E allora altro che Greta. Resta molto da fare.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Se l’imprudenza
altrui la paga
la collettività
A qualcuno
piace ...Covid?
No, grazie
Fioriere-mania,
nuovo simbolo
di Brescia
Bonus, attenzione
a sparare
nel mucchio
La scuola
e il gioco
dello scaricabarile
Tutto a rilento
per chi vuole
essere «veloce»
La cuccetta a
due piazze e
le mogli a «rimorchio»
Comune di
Clusane:
«meme» e nostalgia
Traffico limitato
a Iseo: la toppa
peggio del buco
Ladri di «status
symbol» tra Dyson
e mutandine
Il tempo che
passa e la
scuola che aspetta
Sant’Anna
di Incudine:
la fede non bada a spese
Strada della
Forra: un
vigile ci salverà
Se le spiagge
inquinate sono
sempre le stesse
Missione in
Germania a
«caccia» di turisti
Bulimia da
cemento e
nausea da shopping
La sala parto di Iseo
come l’uovo e la gallina
Sono tutti
ambientalisti con
il water degli altri
La Ferrari «doppiata»
e il Garda insuperabile
Voglia di
emulare che
diventa virale
Sicurezza sul
lago d’Iseo.
Ci manca l’occhio vigile
Dal Palio
delle Quadre
uno scatto di ottimismo
Un chilometro
di lavori ma
resta un cratere
La grande bellezza sfida
la grande distribuzione
I sunì, Mazzone,
i cori: rivogliamo
la normalità!
Habemus Abem,
però manca
l’aeroporto
La strada nata vecchia.
Valsabbia allo stremo
Se le opere
diventano un
gioco d’azzardo
I nostri nonni
ancora una volta
dimenticati
Trascurare i dilettanti?
Un danno incalcolabile
Trascurare i dilettanti?
Un danno incalcolabile
Il Broletto senza soldi
e la pasta della nonna
Le famiglie e
l'incubo nuove
sofferenze

Le polmoniti e il
muro di gomma dell'Ats
Il quartiere vuole risposte non solo su Facebook
La «smart generation»
ha ucciso il mito-patente
Partite Iva? Ghedi svela
l’«uovo di Colombo»
La memoria di Salò
e l’effetto-Predappio
Le rondini di Sirmione
e il lamento della capinera
Burocrazia e indolenza
condannano al digiuno
Quell’abisso dantesco
sulla strada del Tonale
Prelievi del sangue:
è un gioco dell’oca
Vi serve la liquidità?
Intanto pagate l’Imu
Altro che 5G, la banda
è tutto meno che larga
Quello che nel calcio
non può succedere...
Gli sconti sugli appalti?
Attenzione alle trappole
Il rischio «scorciatoie»
tra furbetti e Fase-3
Il distanziamento
viaggia a due velocità
Il Garda cementificato
e le piccole cause perse
C’è sempre un Tar
nel paese dei ricorsi
Brescia e Bergamo divise
dalla burocrazia stradale
Supermercati fantasma
e dibattito surreale
Il semaforo intelligente
e la giustizia indifferente
Se i promossi diventano
il «jackpot» delle scuole
I tamponi spariti
e un incubo senza fine
Gli italiani all’estero?
Sono apolidi...di ritorno
Il pirlo e la movida
vi hanno dato alla testa
Senza case popolari
c’è chi finisce per strada
La voce dei vivi
spaventa più del
silenzio dei morti
Ma il migliore non fa
più comodo in campo?
I pionieri della tintarella
in fuga dal caos-spiagge
Il medico condotto
non si scorda mai
Corre buon sangue
sui motoscafi del Garda
L’assembramento
finisce giù dal ponte
Una pipì da 3 mila euro:
il conto lo salda il cuore
Un semaforo antivirus
per riaprire bottega
Il caffè di Boccia è un invito a trasgredire
Quando l’esame è ignoto
persino a chi lo deve fare
Il paradiso perduto
e la voglia di tornare
Ora per Cellino si può
giocare solo a Brescia
Il dilemma della Fase-2
Che fare se ci scappa?
Non sparate sul barista
che ha già sofferto tanto
Meglio il «gabbio»
che la madre-rompi
La moglie di Cesare
ha perso la sua virtù
Il parere dei calciatori
conta meno di zero?
Un Pirlobond salverà
i baristi dal «lockdown»
Gaffe istituzionali
e lapsus freudiani
L’enigma dei congiunti
e la famiglia dei Gobòn
Le brioche ai furbetti
il pane duro ai poveri
Fase-2? Macché imprese
Prima il Superenalotto
Se l’alta velocità avanza
senza la mascherina
Si gioca? No, sì, forse
I tormenti di Cellino
Biciclettata in quindici
La multa arriva in volata
L’uomo-carrello, ultimo
stadio dell’evoluzione
Un «muro di gomma»
in Regione Lombardia
Cellino pronto alla B
per salvare il calcio
L’immunità del gregge
e l’inquietante sospetto
Il profeta Ezechiele
e quel furbetto di Rovato
Quei bresciani in Regione
da che parte stanno?
Una crisi che spegne
anche le «luci rosse»
La battaglia dell’acqua
lascerà soltanto macerie
Professori chiarissimi
cioè del tutto invisibili
Cinesi, dalla pandemia
alla «bolla» immobiliare
Il carpione del Garda
e il ragù di rinoceronte
Il ritorno degli animali
nei paesi senza persone
La resistenza
dietro al banco
Il contagio che corre
e le grida inascoltate
Adottiamo almeno
la soluzione tampone
Roma affoga l’epidemia
nel collettore del Garda
Ztl e parcometri
sospesi. Che tempismo!