17 gennaio 2020

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Leonessa

18.11.2019

Valsabbia, depuratore
e «turismo fognario»

La Leonessa
La Leonessa

Sul Chiese sta per sbocciare il turismo della depurazione. Il collettore destinato a smaltire i reflui fognari del Garda, se «fatto con gusto e raffinatezza», richiamerà l'interesse di visitatori e scolaresche. L'uscita del sempre più confuso e sparuto fronte che sostiene il depuratore di Gavardo risale all'audizione nella Consulta Ambiente della Provincia. La frontiere del «tutto e il contrario di tutto» è superata: quella del turismo delle fogne, è un po' come la storia del fosforo che avvelena il Garda, ma è un ricostituente per il Chiese, e che pompare i reflui su un dislivello di 150 metri è meglio che farli scendere a valle. Insomma, i valsabbini non hanno capito nulla! Altro che The Floating Piers: a Gavardo arriveranno stuoli di visitatori desiderosi di camminare sui liquami. Già, ma allora il depuratore facciamolo costruire a Christo: le sue opere, dopo aver stupito il mondo, vengono sempre smantellate.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Alberi anti-discariche:
trent'anni di solitudine
Tra Brexit e Polpenexit
la Valtenesi non c'è più
A questo Brescia serve
Guardiola. Ma in campo
Il rinnovo della tessera
e quel grave errore
Il semaforo di Passirano
spaventa 3 mila patenti
Il metodo Castelletti o
della replica trasversale
Tutto va bene assessore
O forse non tanto!
Vigneti «plastic free»:
la scommessa della vita
Bovegno milionaria
si è sciolta come neve
Caserme abbandonate
e progetti senza futuro
Alle botteghe nessuno
vuol fare sconti
I topi d’appartamento
e gli atti in ritardo
Se Busi e Sgarbi siedono
fra la pupa e il secchione
Il Garda alza la posta
sul turismo di massa
Giustizia lumaca?
Ora Brescia prova a correre
Il Consiglio dei ragazzi
in Loggia è ancora al palo
«Sperimentazione»
che magica parolina!
Il business delle Terme
non è «acqua fresca»
La transumanza muore
Diamole un bel premio!
Qualità della vita, Brescia
vola tra luci e... ombre
Le code al parcheggio
e il senso di essere «vigili»
Ehi bresciano! A Natale
la tua città è... Bergamo
Se per un procuratore
non bastano 14 mesi...
Ma la scuola che fine fa
se non è al primo posto?
Le Stanze di Poliziano
e quelle della Loggia
Meglio Sardine pacifiche
che «lupo» da tastiera
L'assemblea pubblica
per cui non c'è tempo
Sovranismo della pupù
Il Garda c’è fino al collo
Sul Sebino si inventano
il sovranismo dell'olio
Tutto «nuovo»:
anche i risultati?
Breno, salire in castello
è un'impresa franosa
Della Torre, all’Aler
una costosa volgarità
Tav e Tar del Lazio
chi ci capisce è bravo
Maltempo? Emergenza
già finita per la Provincia
Federalismo delle buche
e automobilisti in panne
Gli alibi non ti fanno
vincere le partite
Annusatori, unitevi!
Tutti a caccia di puzze
E fu così che il Brescia
ritrovò la targa per Jos
Valsabbia, depuratore
e «turismo fognario»
Fascisti su Marte
l'anatema di don Fabio
Amleto a Corte Franca:
commedia in troppi atti
La saga dei parcheggi
tra Salò e Desenzano
Via la targa, la storia resta
Brescia, ti ricordi di Jos?
In fondo alla classifica
con due nazionali
Il metano e la geografia
(sbagliata) del ministero
Il liceo Arnaldo sbaglia
clamorosamente il selfie
Caffaro: sono troppi
i galli nel pollaio?
I cori, le esplosioni e
chi fa finta di non sentire
Ai fans dell'aeroporto
comprate un drone
Cella 404 con vista
campi da tennis
Davanti alla Stazione
è vietato essere stanchi
Se la crescita è come
il prefisso telefonico
Una guerra delle scuole
nella Bassa senza figli
Acquedotti e depuratori
Il conto lo paga la gente
Se anche SuperMario
prende a calci il (la) Var
Scuole a pezzi e crolli:
abbiamo fatto quaterna
Franciacorta tra finti
proclami e veri «veleni»
I ribelli dell’acquedotto
e il lato oscuro della forza
Fare turismo «costa»
e la Provincia se ne va
Calcinacci a scuola:
non c’è alibi che tenga
I misteri della Caffaro
e il tempo perso
Il crollo dell’intelligenza
fra teatro e musei
Il capitalismo selvaggio
lascia Sellero al freddo
Pilato era un dilettante
rispetto alla Provincia
L'azienda è scomparsa?
Si scopre l'acqua calda
Se il Prosecco invade
la terra delle bollicine
«Arnaldo», i soccorsi
possono aspettare
Gedit, un cartellino giallo
che rassicura Vighizzolo
Serramenti e psichiatria
Un «caso di coscienza»
Sul Garda basta la salute
Oppure il teletrasporto
Nomine della scuola
un flop annunciato
I «pirati» dell’acqua?
Impuniti e premiati
Fermare le discariche?
Vorrei, ma non posso
I muscoli dei Vigili
mostrati a sproposito
Come «difendersi»
dalle Frecce tricolori
Cattedre ancora vuote
e nessuno chiede scusa
Siamo tutti Greta
O magari forse no
La lunga attesa
di piazza Arnaldo
Dopo la collezione
persa anche la festa
Il carpione del Garda
come le tartarughe ninja
Il Gaver «dimenticato»
chieda asilo al Trentino
Il «duello» per i tappeti
piace anche al Foglio
I test all'università
e l'aria che tira
Cattedre e banchi vuoti:
la scuola come il deserto
«Se non vi piace la Tav
andate in monopattino»
Dal «giallo» al «rosso»
Ma Brescia vuole partire
Cassonetto differenziato
per i rifiuti del peccato
Il depuratore del Garda
e la nuova teoria del caos
Fare il medico
ora diventa una colpa
Pierino, la maestra
e il bilancio di Soiano
Addio Brescia, anche
Massimo Minini saluta
Quei rovesci di fortuna
dal Viminale al Garda
Lonato si teleriscalda
Ma che rompimento!
Le due vie «Luigi Bazoli»
problema irrisolvibile?
Se lo struzzo nasconde
la testa sotto la ghiaia
Insicurezza e degrado
Dov'è l'integrazione?
Le guardie ecologiche
e la politica scaricabarile
Belle promesse, ma
i neoassunti dove sono?
Cattedre scoperte?
«È la scuola, bellezza!»
Il «fantasma» del Duce
si aggira per la provincia