11 luglio 2020

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24.05.2020

A + B Gallery nel segno di Kobayashi

Osamu Kobayashi, protagonista dal 6 giugno con «Floating Head»
Osamu Kobayashi, protagonista dal 6 giugno con «Floating Head»

Nuova sede, nuove ispirazioni, nuovi progetti: dopo il lungo silenzio del lockdown, A + B Gallery riparte al civico 22 di Corsetto Sant’Agata nel segno di Osamu Kobayashi, protagonista dal 6 giugno con «Floating Head», mostra personale che segue la seconda residenza in Europa dell’artista in due anni: prima a Düsseldorf, dove l’anno scorso ha trasferito per sei mesi il suo studio alla Lepsien Art Foundation, virando poi dallo scorso febbraio verso Brescia, direzione A+B Gallery appunto. Kobayashi ha vissuto la città nel pieno della pandemia, isolata e svuotata, la metamorfosi del paesaggio urbano e il suono di un silenzio che così potente non si era mai udito prima: atmosfere percepite sulla pelle e quindi espresse attraverso una pittura che si basa sulla riduzione, talvolta giocosa, dell’esperienza e del contesto: «Il mio lavoro è una metafora di come vedo il mondo» osserva lo stesso Kobayashi, classe 1984, base a Brooklyn. «Le pennellate, per quanto precise, non sono meccaniche. È la mia mano a farle, il movimento organico ne indica l’umanità. Le campiture di colore sono uno stato di idealizzazione. Credo che sia una parte importante della vita credere che l'improbabile esista, anche se è solo nelle nostre menti». «Il titolo ‘Floating Head’ sintetizza con ironia queste esperienze e registra un momento espositivo particolare che prende corpo in modo estemporaneo nel nuovo spazio architettonico della galleria» fa eco Dario Bonetta, deus ex machina della galleria. «L’EVIDENZA fisica del tempo ha trovato un parallelo con la consistenza delle campiture pittoriche che costituiscono la grammatica dell’artista… Alla relazione tra colore muto e vibrante, forme organiche e archetipi di geometrie, si è aggiunta anche la trasparenza come una terza dimensione. In modo inedito nella pittura di Kobayashi il tempo ha un posizionamento che accentua l’ambiguità tra ideale e concreto tipico delle sue opere. L’ambiguità come risultato formale si estende anche al modo con il quale fruiamo i suoi dipinti: la necessità di muoversi per percepire la vibrazione mutevole della superficie alla luce e dall’ambiente trasforma l’oggetto quadro in scultura. Siamo così parte attiva e necessaria a svelare la molteplicità e le sfaccettature di ogni dipinto». Dopo l’opening del 6 giugno (dalle 11 alle19), la mostra rimarrà allestita fino al 19 settembre e sarà visitabile dal giovedì al sabato dalle 15 alle 19 (www.aplusbgallery.it; 338 1324177). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.ZUP.
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