21 settembre 2020

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04.09.2020

Addio Gianni Serra Si spegne a 86 anni il regista di Millelire

Gianni Serra sul set del film «La ragazza di via Millelire» del 1980
Gianni Serra sul set del film «La ragazza di via Millelire» del 1980

ROMA Si è spento al Gemelli di Roma il regista e sceneggiatore Gianni Serra. Aveva 86 anni ed era nato a Montichiari. Intensa la sua attività di regista televisivo, specialmente in Rai, con la quale iniziò a collaborare negli anni ’50 a Milano, insieme a Furio Colombo, del quale fu grande amico. Si occupò di vari programmi tra i quali «La fiera dei sogni» di Mike Bongiorno, «Campanile sera» e «La Domenica Sportiva» con Enzo Tortora. Successivamente iniziò a collaborare con RT Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi e TV7, realizzando numerose inchieste, come «I ragazzi di Arese» per l’ultimo numero di RT del 1968. Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’80 realizzò anche diversi film per la Tv, come «Il processo Cuocolo», «La rete», «Il nero muove» sull’eversione neofascista, girato in parte in un osteria di Cunettone di Salò, e la miniserie «Che fare?», tratta dall’omonimo romanzo scritto in prigione da Černyševskij tra il 1862 e il 1863 e andata in onda nel 1979 in cinque puntate. FU AUTORE anche di film per il grande schermo, come «Uno dei tre», «Fortezze vuote», sulla riforma degli ospedali psichiatrici, e «La ragazza di via Millelire». Si impegnò anche nella regia di opere teatrali, realizzate in particolar modo per la Tv. In giovinezza Serra si dedicò anche alla pittura, studiando a Parigi dove si avvicinò al cinema, su sollecitazione del pittore Friedensreich Hundertwasser e di George Franju. IL GLOCAL FILM Festival di Torino sta preparando un omaggio a Serra a 40 anni da «La ragazza di via Millelire», pellicola targata Rai 2 che allora fece epoca e verrà presentata in una versione digitalizzata dalle Teche Rai; la proiezione era in cartellone a marzo ma è stata rimandata per l’emergenza Covid-19. Ambientato nel degrado non solo antropologico della periferia di Mirafiori Sud, il film racconta ordinarie vicende di droga, prostituzione, furti e stupri, facendo recitare quasi tutti attori non professionisti, fra i quali la 15enne Oria Conforti: 110 minuti di no future punkeggiante e violento. Avversato dall’establishment, il film scatenò una tempesta che da Torino raggiunse il Festival di Venezia 1980. Umberto Eco e il critico americano Andrew Morris, membri della giuria, si schierarono per il Leone d’Oro. «Quel film fu fatto a pezzi perché non esistevano precedenti - raccontava Serra - “Mery per sempre“ di Marco Risi, altrettanto crudo, arrivò una decina di anni dopo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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