09 luglio 2020

Cultura

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31.05.2020

Anche il Morato nella rete post-lockdown

Zed gestisce il Gran Teatro Morato, che ha aderito all’Atip
Zed gestisce il Gran Teatro Morato, che ha aderito all’Atip

I luoghi dello spettacolo fanno rete per uscire dal lockdown e guardare al futuro: c'è anche il Gran Teatro Morato di Brescia fra le 14 realtà aderenti alla neonata Associazione Teatri Italiani Privati (Atip), creata a tre mesi dall'esplosione della pandemia Covid-19 per denunciare lo stato di crisi di un intero settore. OBIETTIVO: accendere i riflettori sulle prospettive di una serie di realtà prestigiose che, da sole, sviluppano in ogni stagione oltre 2500 giornate di spettacolo dal vivo per un totale di oltre 2 milioni di biglietti venduti ed un giro d'affari superiore ai 50 milioni di euro. Il teatro di via San Zeno è in buona compagnia, con istituzioni che vanno dal Sistina di Roma al Verdi di Firenze, dall'Augusteo di Napoli al Colosseo di Torino: tutti uniti per chiedere alle istituzioni una presa d'atto sul fatto che i comparto dello spettacolo dovrà restare fermo almeno fino al pieno ritorno della normalità. «Le linee fin qui presentate dal Governo non consentono la riapertura dei nostri teatri – spiega Valeria Arzenton di Zed, società veneta che oltre al Morato gestisce il Gran Teatro Geox di Padova, da settimane in prima linea sul fronte della promozione di soluzioni pilota per un teatro covid-free -. Atip chiede al più presto un piano di intervento che accompagni le imprese culturali private durante questo periodo di chiusura forzata». NONOSTANTE gli sforzi compiuti, sottolinea Arzenton, «abbiamo ricevuto un protocollo di cosiddetta riapertura che risulta a dir poco inconsistente e totalmente scollato dalla realtà operativa del settore». L'eventuale chiusura delle imprese di spettacolo private avrà come conseguenza immediata il licenziamento di migliaia di lavoratori del comparto e dell'indotto: per i teatri privati, denuncia Atip, è necessario pensare subito alle Fasi 3 e 4. «Atip – dice Valeria Arzenton - chiede di conoscere nel dettaglio i criteri di divisione del Fondo Emergenze Spettacolo e Cinema istituito dal decreto Cura Italia ed incrementato dal Decreto Rilancio, tra Istituzioni Pubbliche e Imprese Private. Nello specifico si chiede di conoscere la percentuale che verrà destinata agli Enti Lirico-Sinfonici, ai Teatri Pubblici, al settore Cinema e audiovisivo, rispetto a quella rivolta Teatri privati». ATIP si dichiara a disposizione delle istituzioni per un confronto, auspicando di essere coinvolta quanto prima nelle sedi in cui si deciderà il futuro del comparto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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