14 agosto 2020

Cultura

Chiudi

05.07.2020

ARTE IN DIVENIRE LETTERATO FLUSSO

La sindone di Roberto Bianchi su un oggetto che racconta tanto in poco spazio alla R.Arte«« Il tributo giocoso al genio di George OrwellMobili e meraviglia, cassetti e creatività
La sindone di Roberto Bianchi su un oggetto che racconta tanto in poco spazio alla R.Arte«« Il tributo giocoso al genio di George OrwellMobili e meraviglia, cassetti e creatività

Due settimane abbondanti. Sedici giorni sono trascorsi da quando Roberto Bianchi presentava il suo ultimo parto letterario, «Sudditi di una Corona feroce», quaderno d’appunti generato durante la pandemia, fogli figli del lockdown. E i fogli caratterizzano la mostra che lo scrittore ha inaugurato proprio in occasione della presentazione del libro, alla galleria R.Arte in via Moretto 2b (angolo Corso Martiri della Libertà). «Transgender cose - diventate oggetti - diventati libri - ritornati cose - ritornate oggetti»: titolo da film di Lina Wertmuller, flusso impenitente tipico della poetica di Bianchi, apprezzabile col suo colore chiaro ed il gusto pulito negli spazi di corso Martiri della Libertà, nel cuore di Brescia. Oggi la chiusura, dalle 16 alle 19.30, per salutare l’ispirazione estrema che colloca in pochi metri un concetto forte: la letteratura è un divenire; la letteratura non è come il maiale di cui si butta via niente. BIANCHI BUTTA, eccome. E lo ostenta pure. Ecco spuntare i suoi scarti, da Coelho a Tamaro. Tutto questo mentre l’adorato Hemingway («quanto gli devo») e Stendhal ricevono doverosi, dichiarati omaggi. La mostra è racchiusa in un ambiente agevole da misurare, ma non di è quelle esauribili in pochi minuti. Per essere assaporata fino in fondo richiederebbe visione approfondita: non c’è solo da osservare, ma proprio da leggere. È un’esposizione pensata per bibliofili. Per chi chiederebbe l’autografo allo scrittore preferito e se incontrasse Cristiano Ronaldo nemmeno lo riconoscerebbe. «HO VOLUTO raccontare quello che per me significano certe pagine: cosa rimane, cosa va conservato, cosa è meglio perdere che trovare», sorride Bianchi sotto i baffi mentre l’occhio indaga l’omaggio a Orwell, quel tale che «amava il Grande Fratello» (così recita beffarda didascalia). Ci sono simboli di monumenti «da tirar su, perché ha davvero stancato questa mania di tirarli giù». Ci sono messaggi nella bottiglia (letteralmente), grafie sottili sotto vetro senza sottintesi. «Per saper scrivere bisogna saper leggere», semplifica Bianchi senza sentirsi ridondante come un Catalano d’annata. Ha ragione lui: oggi ciò che è scontato fa rima con scordato. Meglio ripassare, a costo di ripetere. Il senso del tutto, in questa vetrina post-Coronavirus, è nella cassettiera-matrioska che contiene, banalmente, tutto il tempo del mondo: «Qui, davanti a noi, c’è passato che contiene presente che contiene futuro che contiene passato». Terminator non ha saputo mostrarlo meglio, Ritorno al Futuro nemmeno. La parola scritta non ha bisogno di immagini a corollario, ma di un’immaginazione viva, vivida e vorace. Bianchi mastica luoghi comuni come sigari, sorseggia capitoli di classici tramandati e romanzi da inchiostrare. «Transgender cose - diventate oggetti - diventati libri - ritornati cose - ritornate oggetti» dà forma alle idee nel centro storico della Leonessa oggi fino all’ora dell’aperitivo. Cultura frizzante, stimoli senza infingimenti. Nero su bianco, il bisogno di esprimersi con l’urgenza di un domani che non si conosce, sulla spinta di un volubile presente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok