04 dicembre 2020

Cultura

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14.03.2020 Tags: Libri

Arte, segni, unità: l’altare maggiore scolpito da Ferrari

Un dettaglio della copertina
Un dettaglio della copertina

La parrocchia di Calcinato ha dato alle stampe l’elegante volume «Un segno per unire» (Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, 84 pagine, 20 euro). È dedicato da Andrea Alesci al nuovo altare maggiore con ambone, recentemente inaugurato dal vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada, della chiesa prepositurale di San Vincenzo diacono martire, in sostituzione della struttura lignea che per decenni ha campeggiato nel cuore del tempio dopo la riforma liturgica degli anni Sessanta. Oltre alla prefazione del vescovo medesimo e a una ricognizione storiografica di Marina Tonelli, il libro reca un contributo del parroco don Michele Tognazzi e del suo predecessore don Ruggero Zani, che ebbe l’idea di realizzare quest’opera; racconta poi attraverso l’agile penna di Alesci la storia di questo nuovo altare e ambone, realizzati, nel corso di lunghi mesi di laboriosa attività dallo scultore bresciano Edoardo Ferrari, nel suo studio di via Val Giudicarie, in città. 53 anni, ultimo discendente di una famiglia di artisti che ha iniziato a lavorare in questo settore nel 1680, Ferrari durante la sua carriera ha realizzato opere collocate negli edifici di culto in diverse località: da Belèm a Pristina, da Milano a Washington, da Parigi a Calcinato. COSTITUITA da un monolite in marmo di Botticino, perfettamente quadrato, l’opera presenta un’iconografia fortemente inscritta nell’immaginario cattolico postconciliare. Sui quattro lati della struttura sono infatti collocate quatto scene simboliche. La facciata rivolta verso l’assemblea, il lato principale, reca la rappresentazione del costato trafitto del Cristo, dal quale sgorga un flutto di acqua e sangue. La faccia laterale di sinistra evoca immagini di due celebri scene dell’Esodo e del libro del profeta Ezechiele, suggerendo come dalla roccia possa sgorgare un fiume di acqua viva che dona a tutti coloro che raggiunge la salvezza. La faccia laterale di destra raffigura lo Spirito Santo sotto forma di colomba: il fuoco che esso accende è il segno dei setti doni dello Spirito Santo. Il lato contrapposto a quello frontale, infine, raffigura l’Agnello, il simbolo eucaristico che ricorda il sacrificio pasquale del Cristo, nuova vittima con la quale la comunità cristiana celebra la Pasqua eterna, in forma diversa da quella veterotestamentaria. Alla sinistra dell’altare, il nuovo ambone presenta sul fronte l’Angelo delle Resurrezione, che dal sepolcro - la cavità in basso a destra nel blocco di marmo - annuncia l’avvenuta resurrezione rivolgendosi verso l’altare, la mensa eucaristica, il luogo dove Dio può essere incontrato oggi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.MAR.
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