22 ottobre 2020

Cultura

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24.09.2020

Associates fra i «Best Italian under 40»

Dal vangelo costruttivista-esistenzialista secondo Mies van der Rohe: «Spero che voi capirete che l’architettura non ha nulla a che fare con l’invenzione di forme. Non è un campo di giochi per bambini, piccoli o grandi che siano. L’architettura è l’autentico campo di battaglia dello spirito». Citazioni d’autore evocate in copertina sull’ultimo numero de «L’architetto», iconica rivista bimestrale fondata nel 1956 che nel frangente ha dedicato un ampio approfondimento allo studio bresciano Associates, fondato nel 2017 da Nicolò Galeazzi e Martina Salvaneschi, rispettivamente 33 e 31 anni. CONCEPITO come un laboratorio in cui la pratica architettonica incontra quella artigianale, Associates è stato infatti selezionato fra i «best Italian architects and designers under 40» da Platform Architecture and Design, altra rivista di riferimento per il settore, come lo è Casabella, che a fine giugno aveva invitato lo studio bresciano a intervenire nell’incontro webinar con focus sui «Giovani Architetti Italiani», spazio curato in prima persona dal direttore Francesco Dal Co. Ulteriori evoluzioni in arrivo: l’8 ottobre «Platform Italy 2020» diventerà anche un evento live nell’ambito di Milano Re-Design City, dove gli stessi architetti selezionati, compresi Galeazzi e Salvaneschi, interverranno per raccontare la propria visione nel Salone Principale di ADI Design Museum, che potrà così essere visitato prima dell'apertura ufficiale, prevista a dicembre. «LAVORIAMO con i nostri collaboratori attraverso un processo ‘archeologico’ che mira a indagare l'idea primaria e primitiva delle cose, partendo dalla comprensione del luogo e del contesto culturale in cui siamo chiamati ad operare, di cui cerchiamo di comprendere a pieno le potenzialità intrinseche, le tracce visibili e invisibili, gli aspetti materici, climatici e i sedimi storici che possono guidare il progetto» osservano Galeazzi e Salvaneschi, attualmente impegnati con piani trasversali fra Italia, Messico e Portogallo. «Questo studio implica anche un approfondimento riguardante il contesto culturale, la storia, i rituali e le architetture spontanee realizzate nel tempo dagli abitanti di questi luoghi». Un’attitudine eclettica, avanguardista e costantemente proiettata verso il mondo, avvalorata anche dai numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti in questi tre anni di attività: fra gli altri, la nomination per l'Eu Mies Van Der Rohe Awards (il più giovane fra i 17 studi italiani selezionati), per la Medaglia d’oro all’Architettura Italiana - Premio T Young Claudio De Albertis alla Triennale di Milano e per il Premio Piranesi, senza dimenticare il Big See Wood Award, premio conquistato nel 2018 a Lubiana, nella sezione Città e Comunità, viatico ideale per la partecipazione, giusto qualche mese più tardi, alla sedicesima edizione alla Biennale di Architettura di Venezia, nel padiglione Arcipelago Italia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.ZUP.
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