04 dicembre 2020

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29.02.2020 Tags: Libri

Benerecetti, una vita con le Fiamme Gialle

Il libro uscito in questi giorni
Il libro uscito in questi giorni

Una vita in divisa in un libro fiume di 600 pagine. Per raccontare il mondo della Guardia di Finanza, nella sua personale esperienza, e il rapporto tra professione e famiglia. È uscito in questi giorni «La vita e la famiglia di un sottufficiale della Guardia di Finanza» di Tarcisio Benerecetti, residente a Coccaglio da oltre 20 anni e originario di Faenza. Edito dalla Compagnia della Stampa di Roccafranca, il libro racconta per capitoli ogni trasferimento affrontato, dal 1954 fino al 1994. Uno spaccato molto interessante della vita militare, del contrasto alla criminalità e all’evasione su tutti i fronti, con numerose menzioni ricevute dalle Fiamme Gialle, ma anche i momenti difficili che possono accompagnare una vita così complessa, piena di trasferimenti e nuovi incarichi. «HO VISSUTO con la carriera mezzo secolo del Novecento - spiega Benerecetti - e ne ho viste davvero di tutti i colori. Ho cominciato ragazzetto a lavorare nei campi, cimentandomi con le trebbiatrici. Sapevo che non sarebbe stato un grande futuro se fossi rimasto lì. Avevo uno zio monsignore che mi suggerì come coronare l’ambizione di entrare nelle Fiamme Gialle. Superato il concorso cominciò un’avventura che spaziò dal Centro al Nord Italia». I capitoli del libro sono rappresentati dagli incarichi di Frosinone, quello in Alto Adige, Brescia (dove conobbe la moglie), poi Milano, Macugnaga, Chiari, Pavia, quindi ancora Chiari e infine il Nucleo Tributario di Brescia, dove ha concluso la sua carriera. «La Guardia di finanza - racconta Benerecetti che oggi ha 84 anni e affronta con coraggio il calvario della moglie ammalata - è stata una seconda mamma. Mi ha portato a grandi esperienze dal nulla. Da piccolo ho dovuto studiare in seminario perché non c’erano le scuole medie. Ho visto un’Italia che non è molto diversa da quella di oggi, anzi Bresciaoggi mi ha raccontato anno per anno che forse siamo persino peggiorati nei reati fiscali e tributari. Ho visto reati che nemmeno potevo immaginare all’epoca, ma i miei colleghi più giovani hanno anche armi più raffinate ed efficaci». Il debutto della carriera di Benerecetti avvenne in un’epoca nella quale non esisteva l’Iva ma l’Ige (imposta generale sulle entrate), così come non c’era l’Irpef ma la legge Vanoni. «Tra i periodi più duri ci fu anche quello dei sequestri. Tutti i corpi furono chiamati a indagare su casi come quelli di Panattoni, Montelera e Moro. Scoprii un altro pezzo d’Italia e la mia professione si arricchì notevolmente con una formazione su altri fronti. Devo molto a mia moglie che mi ha seguito ovunque, insieme a mio figlio». Per Benerecetti l'evasione e le truffe ai danni dello Stato restano preoccupanti. Colpa della politica e delle leggi: «Questo lo lascio dire ad altri. Non coinvolgetemi in ambiti politici. Io ho fatto il mio dovere per tutta la vita». Il libro è in vendita a 20 euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.MA.
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