25 maggio 2020

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22.05.2020

CARMEN, L’OPERA NELL’EPOCA-COVID

Annalisa Stroppa sarà Carmen questa sera nel teatro del Maifestspiele di Wiesbaden  FOTO KARL FORSTERLa cantante vestita di rosso...  FOTO KARL FORSTER... «Senz’altro il colore di Carmen» FOTO KARL FORSTER
Annalisa Stroppa sarà Carmen questa sera nel teatro del Maifestspiele di Wiesbaden FOTO KARL FORSTERLa cantante vestita di rosso... FOTO KARL FORSTER... «Senz’altro il colore di Carmen» FOTO KARL FORSTER

I teatri sono ancora chiusi, la musica insieme in teatro è ancora un appuntamento di là da venire… ma non dappertutto, e proprio una cantante bresciana, Annalisa Stroppa, che questa sera alle 19.30 nel teatro del Maifestspiele di Wiesbaden sarà protagonista di una Carmen di Bizet davvero particolare. «Questa Carmen era già prevista in forma scenica – dice l’artista bresciana di caratura internazionale –. Cioè, era già in programma come produzione con orchestra, regìa e costumi. Anche Wiesbaden, come tutti gli altri teatri, ha cancellato il suo tradizionale Festival di Maggio. Ma qualche giorno fa mi hanno dato questa bellissima e inattesa notizia, che appunto le porte del teatro riaprivano per questo spettacolo in forma ridotta ma anche semiscenica, nella quale eseguiremo le arie e i duetti della Carmen. Sarà una sorpresa? Io stessa scoprirò solo quando arriverò in teatro per la prova il significato di questa forma «semiscenica a distanza» di cui mi hanno parlato gli organizzatori. Il teatro di Wiesbaden può ospitare circa 1200 spettatori. Che non ci saranno tutti, si può immaginare… No, saranno 180, però sono già un bel segnale della volontà di riprendere il discorso musicale dal vivo. Conta ripartire. Non ci sarà l’orchestra ma il pianoforte che accompagnerà me e gli altri personaggi principali della Carmen con Don José, Michaela ed Escamillo. E ci saranno naturalmente tutte le attenzioni dovute alla pandemia. Il pubblico indosserà senz’altro la mascherina. Uno spettacolo come l’opera prevede un gran numero di addetti, dai sarti ai truccatori e ai costumisti. Ci saranno anche per questa Carmen? Gli organizzatori, per questa formula semiscenica, hanno deciso comunque di mantenere i costumi dei cantanti, ma qui è sorto un problema: non si possono utilizzare i costumi presenti in teatro proprio per questioni igieniche, perché andrebbero tutti sterilizzati, e ci vorrebbe appunto il personale addetto. La soluzione? Sempre gli organizzatori mi hanno mandato alcune fotografie di suggerimento, diciamo così, con le immagini che la produzione aveva previsto, e mi hanno chiesto di portare qualcosa di mio che fosse simile – per fortuna si tratta di un allestimento moderno – e che rimandi alla messinscena originale. Quindi ho riempito tre quarti della mia valigia con vestiti miei attuali e proprio mentre stipavo la valigia pensavo a quanto è comodo e prezioso avere nei teatri le nostre sarte. E il trucco? Anche per il trucco e il parrucco dovrò fare da me, nel mio camerino. Quindi oltre all’impegno di cantare avrò anche quello di cambiarmi e di truccarmi durante gli intervalli: Carmen non può certo avere lo stesso trucco nel primo e nell’ultimo atto. Dovrò regolarmi di conseguenza. Se gli appassionati dovessero immaginare Annalisa Stroppa in questa Carmen, di che colore la vedrebbero? Carmen è focosa, passionale, profonda: per me il colore che la identifica è sicuramente il rosso.

Luigi Fertonani
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