19 settembre 2020

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03.08.2020

«Carte di quarantena» sotto la lente di Raspanti

La copertina del libro
La copertina del libro

Chiusa e vuota, la città. Un deserto di sirene e di «fantasmi in camice», fuori. Dentro: vite rintanate, isolate, co/strette in casa dall’aggressiva pandemia misteriosa. Tutto è fermo. Ma il pensiero vaga e scava; la memoria si risveglia e va. E anche se la paura «infila dubbi nelle pieghe del respiro», se annebbia lo sguardo, per chi ama la scrittura c’è una buona cura, vicina, a portata di penna. Scrivere non guarisce, ma un po’ lenisce. Aiuta a dar forma al disordine e far luce sulle tante ombre di questo «curioso e dannato periodo». Giuseppe Raspanti lo sa: «Mi sono trovato a non riuscire più a scrivere altro», dice nell’esordio di «Carte di quarantena». QUARANTA voci, quaranta carte varie, vive, veloci: un bel mazzo di pensieri sparsi - riuniti in ordine alfabetico - da cui il lettore può pescare in libertà. Frammenti di un discorso pensoso che, uscito dalla forzata clausura, si apre al mondo attorno, quello fuori, e quello dentro. Ricordi, sogni; fughe verso l’Altrove mentre il Camion col suo canto notturno è fantasma buono e solitario. Suggestioni. Immagini: e noi ora sempre «in coda». Ma non è questa la cifra esistenziale del nostro cammino? In perenne attesa. E poi la «Ri.Partenza» (di chi? Di noi o del contagio?) . Si srotola veloce il lessico della quarantena; polisemico come per la voce «distanza» che oscilla tra solitudine e salvezza; «distanziamento»: giusto quello fisico. «Virus vs Virtus», ecco la partita in gioco oggi; e sullo sfondo il grande «Vuoto», la carta finale di un testo che Raspanti riempie di parole attente. E solidali: il libro è disponibile su Amazon (e-book, 5 euro) e il ricavato va a «Gianluca nel cuore», l’associazione da anni attiva nella cultura della prevenzione cardiaca con l'installazione di defibrillatori e la conoscenza del loro utilizzo. Un impegno - formativo e civico - portato avanti con tenace passione da Anna Becchetti e Pino Notarnicola da quando, nel 2011, persero loro figlio Gianluca stroncato da un arresto cardiaco durante una partita a tamburello. Aveva 19 anni; i soccorsi arrivarono, ma senza defibrillatore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piera Maculotti
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