29 novembre 2020

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15.01.2020

Collezione
d'arte
contemporanea

Una delle opere della mostra dedicata a Floriano Bodini alla Collezione Paolo VI di Concesio
Una delle opere della mostra dedicata a Floriano Bodini alla Collezione Paolo VI di Concesio

Ripartire dalle certezze. Una su tutte, il numero dei visitatori in costante crescita negli ultimi tre anni, lasso di tempo in cui complessivamente si sono quasi triplicati (notevole anche il salto dai 5100 del 2018 ai 6200 del 2019), con la volontà di «essere sempre più un punto di riferimento per l'arte contemporanea legata al sacro a livello regionale e nazionale». Quindi, spingersi ancora oltre. Ipotizzare nuovi scenari e nuove connessioni, utilizzando il linguaggio trasversale dell’arte come «strumento per ragionare su altro». Senza barriere, senza limitazioni autoimposte. Nella convinzione - ribadita dal direttore Paolo Sacchini - «che la direzione intrapresa è quella giusta». Entusiasmo e nuove sfide si stagliano all’orizzonte della Collezione Paolo VI di Concesio, dove ieri è stata presentata la stagione 2020, ai blocchi di partenza fra novità, iniziative consolidate e percorsi collaterali. Al centro, naturalmente, le mostre: cominciando dalla personale dedicata allo scultore Floriano Bodini, che dal 25 gennaio al 7 marzo «consentirà di valorizzare numerose opere che da sempre sono patrimonio del museo (una cinquantina in totale quelle esposte), e che tuttavia, per ragioni di spazio, non trovano posto nel percorso permanente».


ANNUNCIATA per la primavera, invece, la collettiva che graviterà invece attorno alle opere dei finalisti della terza edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea, che ogni anno punta l'attenzione sulle migliori proposte legate al tema della spiritualità di artisti italiani e stranieri, con particolare attenzione ai giovani emergenti. Tra gli artisti che dal 28 marzo e al 10 giugno esporranno i loro lavori verrà poi scelto il vincitore, che l'anno prossimo sarà protagonista di una mostra personale. Anche quest’anno si rinnoveranno poi gli appuntamenti con i cicli di incontri tematici, con l’obiettivo di contribuire attivamente «alla valorizzazione del patrimonio artistico del museo, per renderlo sempre più accessibile a tutti»: da Lògos ai Registi dello spirito (dall’8 febbraio nel segno di Clint Eastwood) passando per OperAperta, al via sabato con focus su Mario Sironi.


ANCORA, non mancheranno iniziative dedicate alle famiglie, per la prima volta organizzate con i servizi educativi di alcune delle realtà museali con cui opera la Collezione (primo incontro il 22 febbraio); tanti anche gli «incroci» con enti, associazioni e istituzioni attive sul territorio: dall'alternanza scuola-lavoro con i ragazzi del liceo Oliveri, al progetto «Artoteca» – la possibilità di prendere in prestito delle opere d'arte, in collaborazione con la Biblioteca di Concesio, più incontri con gli artisti direttamente in museo - fino ai summer camp artistici per le scuole primarie e ai grest in programma tra giugno e luglio, «un modo per unire, o meglio per far dialogare, l'aspetto ludico con quello educativo e formativo, in linea con la mission del museo e con l’attenzione di Paolo VI per le giovani generazioni». Come sempre, la Collezione Paolo VI è aperta al pubblico dal martedì al venerdì (9-12, 15-17) e sabato dalle 14 alle 19; biglietto unico d’ingresso 2,50 euro (www.collezionepaolovi.it).


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Elia Zupelli
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