27 gennaio 2021

Cultura

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11.01.2021

Com’è «L’ultimo disco dei Cure?» Ancora da applausi

Dall’illustrazione della copertina de «L’ultimo disco dei Cure»
Dall’illustrazione della copertina de «L’ultimo disco dei Cure»

Ci sono i GentlemenTakePolaroid e c’è Discoring: suggestioni made in Japan, nostalgie catodiche ’70/80. Joy Division come i Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine ma anche gli Ark, un immaginario notturno e sfumato, slanci luminosi che fendono oscuri silenzi; l’ossimoro meraviglioso che è Robert Smith coi suoi sodali. È «L’ultimo disco dei Cure», di Massimiliano Nuzzolo. ROMANZO di formazione rock non in senso lato, spirito post-punk, molto new-wave e altrettanto dark, uscì nel 2004 per Sironi ed è ripubblicato da Arcana. Sempre d’interesse, al pari di ogni fotografia scattata senza esitare. Come in «Alta fedeltà», i riferimenti musicali - ampi e ben distesi - non sono prescindibili. Non si possono dividere da un contesto letterario che inspira ed espira gioventù (di cuore, di mente e chi sene infischia dell’anagrafe). Nessuna ansia di riattualizzazione; il mondo dal 2004 ad oggi è davvero cambiato parecchio, ma non importa: se contasse questo, millenni di cultura andrebbero mandati al macero. Fortunatamente non è così. «L’ultimo disco dei Cure» era l’esordio di Nuzzolo, che si aggiudicò subito il Premio Greppi. Da allora, più che passi avanti ha fatto una maratona: diverse le antologie alle quali ha partecipato, per esempio «I nuovi sentimenti» (Marsilio) e «Dizionario affettivo della Lingua Italiana» (Fandang). Nel 2007 ha dato sfogo alla sua ispirazione nel libro illustrato di poesia post mortem «Tre metri sotto terra» (Coniglio), diventato anche un’opera musicale (su iTunes). CURATORE dell’antologia «La musica è il mio radar» (Ugo Mursia) con la partecipazione di autori italiani e stranieri come Richard Blandford (prima apparizione in Italia con la sua traduzione) e di «Mestre per le strade» (Azimut libri), dopo essere stato con «Fratture» Selezione Premio BookCiak alle Giornate degli Autori «Venice Days» della Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 ha pubblicato «La felicità è facile», il suo primo libro di racconti. Del 2018 è «L’agenzia della buona morte», del 2019 «La verità dei topi» (Les Flaneurs). Con la musica sempre in testa: Nuzzolo produce video e dischi come «L’esperienza segna» dei Soluzione. •

Gian Paolo Laffranchi
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