29 marzo 2020

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07.02.2020

Con John Scofield viaggio in solitaria nella chitarra jazz

Il chitarrista John Scofield
Il chitarrista John Scofield

«La parola jazz nella sua marcia verso la rispettabilità ha significato prima sessualità, poi danze, infine musica. È associata a uno stato di eccitazione nervosa, non dissimile da quello di grandi città poste nelle immediate retrovie del fronte». Già negli anni Trenta, la penna di Francis Scott Fitzgerald catturava l’essenza di un genere musicale che sarebbe diventato uno degli emblemi del Novecento. Una partitura nella quale dita e pensiero si muovono all’unisono. Quella partitura che John Scofield conosce da vicino, sin dai suoi esordi alla fine degli anni Sessanta, la golden age del jazz rock, innescando un’eco che arriva sino al Teatro delle Ali di Breno, nel cuore della Valle Camonica, dove questa sera alle 20.45 si esibirà in un attesissimo solo. Un concerto difficile da etichettare, unica data nel nord Italia, che promette un affascinante viaggio nell’universo del jazz. Scofield, classe 1951, ha fatto della sua chitarra un magnifico mezzo espressivo, diventando compositore e improvvisatore di un genere che mischia post-bop, funk e R&B, in un frullatore musicale senza confini. «Il fulcro principale del suonare la chitarra per me è sempre stato il fatto di far parte di un gruppo - ha raccontato - Apprezzando la melodia che scaturisce quando dei musicisti si ascoltano a vicenda». DOPO ANNI a dividere il palco con giganti del calibro di Billy Cobham, Charles Mingus, Miles Davis, Gerry Mulligan, Steve Swallow e Joe Lovano, Scofield si appresta, dopo la bella serata di novembre al Bluenote, a salire sul palco da solo. «Ci si sente abbastanza isolati sul palco a suonare da soli e non consideravo l’assolo come un’eccellente forma di creazione estemporanea. Dopo 56 anni di carriera, finalmente sono affascinato dal fatto di suonare da solo e di godermi le varie circostanze. Del resto, solo oggi realizzo che a casa o nelle stanze d’albergo ho sempre suonato da solo, tutti i giorni, sin dal 1962». Nel 2016 Scofield si è aggiudicato due Grammy col disco «Country for Old Men», che entrerà in parte nella scaletta di una serata che si preannuncia unica. «La mia idea è di suonare la base delle canzoni, quei toni jazz, country e rock che amo e anche alcune mie composizioni originali. Ho riflettuto tanto sul modo i cui possa esibirmi da solista e allo stesso tempo trasmettere anche i miei sentimenti e le mie emozioni». Quelle emozioni che continuano ad attraversare la musica di questo gigante nato in Ohio e cresciuto nelle lande del Connecticut, capace sin dal giorno in cui a 11 anni ha imbracciato per la prima volta il suo strumento di ricordarci che il jazz è istinto, ispirazione, creazione: «Mi sono preparato per quasi un anno, spingendomi in nuove direzioni, con entusiasmo e un po’ di trepidazione. Spero che vi godrete questo viaggio con me». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

S.M.
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