24 gennaio 2021

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27.11.2020 Tags: Libri

Così De Gasperi raccontò Gesù a sua figlia

La copertina del libro edito dalla Morcelliana
La copertina del libro edito dalla Morcelliana

Un piccolo album costruito con le immagini della Terra Santa ritagliate dal National Geographic. Sotto la didascalia in inglese una breve frase di commento o una citazione del Vangelo o dei profeti scritte a mano con una grafia ordinata e regolare. Si sta avvicinando il Natale del 1927. Alcide De Gasperi è recluso nelle carceri romane di Regina Coeli per scontare la condanna a 4 anni inflittagli dal regime fascista che lo aveva fatto arrestare sul treno fra Roma e Firenze per tentato espatrio clandestino. Nel 1928 sarà rilasciato dopo 16 mesi grazie alla condizionale. Nella reclusione, lontano dalla famiglia, prepara questo semplice album per raccontare alla primogenita Maria Romana, che allora aveva 4 anni, la storia di Gesù. Un inedito del grande statista che guidò la rinascita dell’Italia, che viene ora proposto in un elegante volumetto illustrato pubblicato dall’editrice bresciana Morcelliana (64 pagg., 20 euro). La prefazione è della stessa Maria Romana oggi 96enne che scrive rivolgendosi direttamente al padre: «Attraverso le immagini di questa terra mi raccontavi la storia della tua fede, quella che ti aveva sostenuto nella lotta per la libertà del tuo popolo. Mi insegnavi cosa è la lealtà, il coraggio di sostenere le proprie idee, la fiducia nella giustizia e nella carità che avevano sempre illuminato la tua strada». Ma è soprattutto la raccolta di immagini commentate da Alcide De Gasperi a colpire per la capacità di restituire nella sua semplicità il senso dell’avvenimento cristiano come fatto storico. «SONO PASSATI oramai centinaia e migliaia d’anni...», scrive nell’incipit del piccolo album artigianale preparato per la figlia. Il futuro leader democristiano lamenta di non essere riuscito a completare l’opera rilegando i fogli con le foto incollate con un cordoncino o un nastro affidandosi alla buona volontà di chi vorrà completare il lavoro. La stessa frase dell’incipit torna sotto la prima immagine nella quale si vede un gregge fotografato davanti a una grotta in Palestina. Per De Gasperi si tratta di dare alla piccola Maria Romana il sapore di una storia vera, non l’illusione di una bella fiaba. «Volevi farmi toccare con mano la realtà di quel luogo dove era nato il Salvatore del mondo. Volevi farmi intravedere la sua figura». Nelle fotografie che si susseguono ci sono le pecore e i pastori, protagonisti dell’annuncio del Natale, fotografati nella valletta di Ain-Zara vicino a Betlemme dove Davide andava a pascolare, c’è Nazareth con la fontana alla cui sorgente Maria andava ad attingere l’acqua. Soprattutto c’è la certezza che Gesù ripete anche oggi agli uomini il suo invito a seguirlo «anche se la valle fosse oscura perché Egli è la via, la verità, la vita». •

AR.COS.
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