20 febbraio 2020

Cultura

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17.01.2020

De André 2.0, tributo alla Latteria Molloy

In uno scatto celebre, Fabrizio De André suona col piccolo Cristiano
In uno scatto celebre, Fabrizio De André suona col piccolo Cristiano

La Latteria Molloy di Brescia torna a celebrare il mito Faber: dopo l'appuntamento di domenica scorsa con lo show di Federico Dragogna dei Ministri, questa sera sul palco del locale al parco Ducos torna De André 2.0, tribute-show che propone un omaggio particolarmente sentito, trascinante ed anche con qualche spunto di originalità al grande cantautore genovese. Un mito più vivo che mai, se è vero che dopo le celebrazioni per il ventennale della scomparsa (caduto lo scorso anno) questo 2020 sembra partito ancora una volta sotto la stella di uno dei più grandi personaggi espressi dalla musica italiana del '900. Tanta la voglia di continuare a ricordare, ad approfondire, a studiare l'eredità di un grande artista: a dimostrarlo anche un altro appuntamento di particolare rilievo come il ritorno a Brescia della Premiata Forneria Marconi, che il 24 febbraio riproporrà al Gran Teatro Morato il concerto «Pfm canta De André» già andato in scena con grande successo lo scorso anno in un Dis_Play sold out. Nell'attesa, spazio quindi a De André 2.0: un gruppo, un tributo ma anche uno spettacolo vero e proprio in cui le canzoni si mescolano a immagini, testi, poesia, per costruire una notte di grandi emozioni nel segno di una musica senza bandiere se non quella della libertà. TANTE, tantissime le band che percorrono le strade della provincia italiana riproponendo in chiave più o meno fedele lo storico repertorio di De André. Un fenomeno di sfruttamento fin troppo palese del mito? Non la pensa così Cristiano De André, figlio di Faber, anche lui da anni impegnato sui palchi di tutta la penisola con uno show che ripropone il repertorio del padre. «PERSONALMENTE non mi dà fastidio, più si parla di mio padre meglio è – ha dichiarato il musicista lo scorso anno in occasione del suo concerto bresciano del 21 settembre -. Mio padre si è sempre occupato dei valori esistenziali con una logica artistica pura e slegata dai compromessi, con una visione alta e benefica divenuta per molti una luce di riferimento: ascoltare ancora oggi le sue parole non può che fare del bene». Ben venga quindi anche il progetto 2.0 lanciato dal cantautore Fabrizio Pollio (già frontman del gruppo alt-rock Io?Drama) insieme al cantante e chitarrista Teo Manzo (guarda caso, Premio De André 2016 per la Poesia): al loro fianco Giuseppe Magnelli (chitarre), Mamo Iodrums (batteria) e Eros Parolini (basso). Il loro show ripercorre con autorevolezza il percorso artistico di De André, senza limitarsi alla semplice imitazione ma puntando alla reinterpretazione di grandi classici ancor oggi in grado di emozionare e coinvolgere anche le nuove generazioni. Inizio alle 22, biglietto d’ingresso 15 euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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