02 aprile 2020

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22.02.2020

DIPINTI DI FAMIGLIA È STORIA CAMUNA

Un dettaglio del dipinto realizzato da Angelo Inganni dedicato a Ludovico BallardiniRitratto di ragazza di pittore lombardo
Un dettaglio del dipinto realizzato da Angelo Inganni dedicato a Ludovico BallardiniRitratto di ragazza di pittore lombardo

Breno nell’arte. Dopo le due mostre «famigliari» su Romelli/Ballardini ed i Montiglio /Taglierini promosse su impulso di Ugo Calzoni nella chiesa di Sant’Antonio, con notevole successo di visitatori, fino al 26 aprile nel segno del filone vincente intrapreso tre anni fa al CaMus è tempo di «Sguardi di privati – Volti e personaggi di Valcamonica tra ‘600 e ‘800», esposizione di 90 dipinti, alcuni inediti, da collezioni private camuno/sebine o già di proprietà del Museo Camuno. È l’evento dell’anno per Breno. Per Comune ed enti comprensoriali dovrà servire come volano per il CaMus, raccolta di valore frequentata in modo insoddisfacente. Accanto a queste opere d’arte sono esposti 28 alberi genealogici originali datati 1700/1910, oggetti vari, abiti e libri appartenuti o riguardanti le famiglie al centro della mostra. DAGLI ALBRICI agli Zitti, il panorama delle genti e delle casate non solo camune in mostra è vastissimo, tanto che per l’esposizione se ne sono disponibili una quarantina e con rammarico il curatore Federico Troletti (direttore di CaMus) ha dovuto rinunciare a collocare almeno una cinquantina di opere d’arte per assoluta mancanza di spazi. È lui stesso a presentare «Sguardi privati»: «Nel lungo percorso d’avvicinamento alla mostra abbiamo potuto studiare e riconoscere alcuni dipinti di proprietà privata che si sono rivelati similmente assai utili per sviluppare confronti con molte opere conservate nel Museo Camuno che finora erano prive di attribuzione. Questo «sguardo privato» nelle famiglie camune si propone quindi come uno studio, prima storico e poi artistico, in cui i volti ed i ritratti sono il pretesto per indagare la storia ed i protagonisti della società camuna tra Seicento ed Ottocento». TRA LE TELE nelle sale del CaMus spiccano per valore artistico i ritratti di Ludovico Ballardini, che si deve al bresciano Angelo Inganni, di don Bartolomeo Ballardini attribuibile a Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto e di Maria Luisa Ballardini di Vincenzo Schena. L’attesa mostra è supportata da un elegante catalogo di ben 470 pagine (60 euro il costo) che contiene la schedatura di 140 opere, 29 profili delle famiglie affiancati da relativi documenti e da quattro saggi critici su «Il ritratto di famiglia in Valcamonica tra ‘600 e ‘800» di Federico Troletti, su «Famiglie e società in Valcamonica tra XVIII e XIX secolo” di Giovanni Gregorini», «Il linguaggio del gioiello nei ritratti, un viaggio nella vanitas camuna» di Silvia Malaguzzi e «Presenti e poco conosciuti e illustri assenti» di Angelo Giorgi. All’incontro di presentazione di «Sguardi privati» al Museo con lo stesso Troletti, il sindaco di Breno Alessandro Panteghini, l’assessore alla Cultura Annita De Zio ed il suo omologo in Comunità Montana Attilio Cristini, c’era Eugenio Massetti della Compagnia della Stampa, che ha edito la pubblicazione. Nei due mesi d’apertura della mostra il comitato organizzativo e quello scientifico hanno predisposto a corollario un ricco programma di seminari, visite guidate gratuite per le scuole (info e prenotazioni 0364322603) e per gruppi e concerti. Il sito della mostra è www.mostracamus.info. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Ranzanici
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