25 gennaio 2020

Cultura

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04.12.2019

«Dopo Capodanno mi dovrò fermare»

Il sorriso di Omar Pedrini durante il concerto   GIGI FRATUS - FG MUSIC PHOTO
Il sorriso di Omar Pedrini durante il concerto GIGI FRATUS - FG MUSIC PHOTO

MILANO Con il sorriso, sempre. Con la gioia di una serata indimenticabile, perché è un privilegio di pochi nella vita meritarsi di essere tanto amato da tante persone. Con la fierezza di chi affronta, a testa, alto il solito nemico. Con la convinzione di riuscire a domarlo, ancora una volta. «Non spaventatevi se dopo il concerto di Capodanno in piazza Loggia mi dovrò fermare per un po’ - annuncia verso la fine del concerto Omar Pedrini -. Purtroppo gli ultimi controlli non sono andati come avrei sperato e il mio cuore richiede una tregua». INEVITABILE accontentarlo. Omar ci è già passato, si è già operato più volte, ha lottato ed è rinato. Preoccupato il giusto, impaurito no: «È un pit stop, ne ho fatti altri. Mi fermo per curarmi come si deve, ci vorrà qualche mese, intanto mi riposo dalle fatiche di questo tour infinito». Non solo. C’è un disco da completare: nel 2020 Omar Pedrini dovrebbe pubblicare il successore di «Che ci vado a fare a Londra?» e «Come se non ci fosse un domani». Il nuovo corso inaugurato nel 2014 con un salto in Gran Bretagna, con il manager storico degli Oasis Andrea Dulio al suo fianco, continua a dare frutti. «È UN’EMOZIONE grande per me, quello che sta succedendo. Un lavoro che dura da tanto, vero gioco di squadra perché da solo io non avrei fatto e non farei nulla. Felicità vera, con tante belle sorprese». Letteralmente. L’ultima, in ordine di tempo, l’apparizione del «Maestro» Enrico Ghedi nel backstage. Omar non ne sapeva davvero nulla: il suo arrivo gli era stato tenuto nascosto al punto che Ghedi si era comprato il biglietto insieme a un amico complice senza dire niente a nessuno. «Quando l’ho visto, non ci potevo credere. Non sapevo cosa dire, quindi gli ho gridato Vieni sul palco». In puro stile Pedrini. E naturalmente la jam allargata in «Sangue impazzito» ha funzionato a meraviglia. «Un onore essere sul palco con lui, mio fratello Omi e tutti gli amici musicisti straordinari che ho rivisto», commenta Ghedi, elettrizzato come Omar e come tutti al Fabrique. È il rock and roll, baby: magari può fare una sosta ai box, ma non lo fermeranno mai. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.P.L.
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