05 giugno 2020

Cultura

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05.04.2020

«Dopo tanto dolore, sono tornato e preparo il mio primo disco solista»

Enrico Ghedi: musicista già tastierista dei Timoria, scrittore di poesie, è stato tradotto negli Usa
Enrico Ghedi: musicista già tastierista dei Timoria, scrittore di poesie, è stato tradotto negli Usa

Un progetto speciale, un atteso debutto solista, un nuovo libro. Il Maestro si prepara a tornare in azione: recuperata la piena forma fisica dopo un lungo periodo segnato da problemi di salute, Enrico Ghedi, storico tastierista dei Timoria, si è affacciato sul 2020 con un bagaglio di progetti in parte messi ora in stand by dall'emergenza Coronavirus. «È un momento difficilissimo – racconta -. La mia azienda informatica Fluxus sta attraversando un periodo di forte crisi a causa dell'emergenza sanitaria: per non pensarci compongo e suono, in attesa di un ritorno alla normalità. Sperando solo che questo momento possa servire a ricordare alle persone l'importanza di un contatto umano che stavamo perdendo, come del resto i Timoria avevano predetto nell'album 2020 Speedball». A cosa sta lavorando nello specifico? Come prima cosa sto producendo un disco molto particolare, progetto ormai in fase di arrivo: si chiamerà La Giostra Margot. Alla base di tutto ci sono i brani che un ex musicista tossicodipendente attualmente ospite della comunità Fraternità di Brescia mi ha inviato qualche tempo fa chiedendomi una collaborazione. Ricevo molte proposte di questo genere, solitamente declino, ma a lui ho detto sì perché la sua storia mi ha colpito: mi interessava riuscire a dar voce ad un mondo e a problematiche che in parte ho vissuto anche io. Come sta realizzando il disco? Da casa ovviamente. Un procedimento complicato: fare musica senza incontrarsi è molto difficile, ma non impossibile, e in questo momento diventa un'ulteriore occasione per unire le persone. Sarà un lavoro fatto da tanti amici uniti per questo obiettivo: persone della comunità, musicisti professionisti, qualche tocco mio. Come dire: una seconda occasione importante per un musicista bravissimo che ha avuto la sfortuna di imboccare la strada sbagliata. Cosa può dirci invece del suo album solista? Al momento è in stand by; per farlo ho bisogno di contatti fisici, di vedere gente, ho bisogno di andare in studio, cosa che al momento è impossibile. Sarà comunque il mio primo lavoro ufficiale, lo considero un po' il mio testamento artistico, un disco completamente strumentale di electrowave progressiva nel quale voglio condensare tutto quello che ho imparato sulle tastiere in questi anni. Enrico Ghedi è anche un poeta: apprezzato forse più negli Usa che da noi... Vero, due università americane hanno inserito le mie poesie nei loro corsi di studio, mi hanno anche invitato per delle conferenze ma non parlo inglese... L'hanno chiamata poesia scientifica. Tutto merito di Jack Hirschman, grande poeta americano oggi 95enne, allievo di Hemingway, docente di Jim Morrison, che ha tradotto il mio libro «La scatola con gli insetti» pubblicandolo con Marimbo, etichetta della City Lights di Ferlinghetti. Ora sto cercando di fare in modo che quell'edizione americana così prestigiosa esca anche in Italia dove invece non appartengo ad alcuna corrente. Ci sarà anche una nuova «Scatola con gli insetti»? Anche questo è nei piani, dopo i primi due volumi penso ad un terzo con le composizioni degli ultimi anni: ma anche qui il Coronavirus è entrato a gamba tesa nei miei piani, avevo una settimana di appuntamenti con vari editori, tutto cancellato. Come convive con l'esperienza Timoria? Ormai siamo entrati nella storia. Abbiamo addirittura ricominciato a vendere dischi: dopo la ripubblicazione di Viaggio Senza Vento per il venticinquennale ho ricevuto le prime royalties da vent'anni a questa parte. Ho fatto scelte di vita diverse rispetto a Omar, Francesco o Diego, mi sono allontanato dalle scene ma la musica è sempre rimasta dentro di me. Negli ultimi tre anni sono stato molto male, ma a dicembre ho voluto salire sul palco con mio fratello Omar al Fabrique durante l'ultima data del tour di Viaggio senza Vento per gridare a tutti che adesso sono tornato.

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