24 settembre 2020

Cultura

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12.01.2020

E spunta la profezia sul piccolo Arturo: «Avrà un futuro radioso»

Il ricavato della serata andrà all’allievo meritevole Antonio  Atriano
Il ricavato della serata andrà all’allievo meritevole Antonio Atriano

Il ricordo rafforza il senso della ricorrenza. «Nella bacheca del nostro Conservatorio – dice dal palcoscenico del Teatro Grande il direttore del Marenzio di Brescia, Alberto Baldrighi – in questi giorni è apparsa la copia di una pagina di un vecchissimo verbale d’esame, scritto dall’allora direttore del Civico Istituto Venturi, il maestro Romano Romanini. Elogiava questo giovanissimo pianista di sei anni che altri non era che Arturo Benedetti Michelangeli: passava un esame di pianoforte con la valutazione di dieci, lode e menzione speciale con un programma di brani particolarmente difficili». Romanini annotava, in quell’occasione: «Questo bambino mi ha assolutamente commosso per la perfezione delle sue esecuzioni; un bambino che avrà sicuramente un futuro radioso». Una profezia che si è avverata. Baldrighi ha annunciato che il ricavato di questa giornata pianistica andrà all’allievo Antonio Atriano, particolarmente dotato e meritevole, un gesto che Arturo Benedetti Michelangeli, molto attento al mondo dei giovani, avrebbe apprezzato. Ma non sono le sole parole di grandissima stima risuonate ieri in Sala Grande, prima che il pubblico che aveva scelto il proprio concerto si dirigesse chi verso il Ridotto, chi al Palcoscenico Borsoni: il sovrintendente Umberto Angelini è particolarmente soddisfatto dell’adesione degli artisti, giovani e non giovani, bresciani e non, che hanno aderito all’iniziativa, e naturalmente suonano di particolare valore le parole espresse dai maestri. «HO SCELTO per questa esecuzione Mozart e Beethoven – dice il pianista bresciano Gerardo Chimini - non solo perché sono autori che particolarmente amo, ma anche perché per Benedetti Michelangeli rappresentavano un vertice di trasparenza e di fraseggio, con un’inderogabile esigenza di pulizia del suono e accortezza nell’uso del pedale. Vuol essere, il mio, l’omaggio devoto di chi porta nel cuore, intatto, il ricordo del concerto da lui tenuto a Brescia nel giugno 1980, esperienza che mi fece conoscere una dimensione al di là dell’umano». O ancora Ruggero Ruocco, già direttore del Conservatorio: «Controllo assoluto del tocco, raffinatezza, nobiltà d’eloquio, sentimenti espressi sempre in modo contenuto, quasi con pudore… Queste le caratteristiche che si manifestano con evidenza all’ascolto di Arturo Bendetti Michelangeli».

L.FERT.
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