22 ottobre 2020

Cultura

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23.09.2020

«Earth Speakr» per il pianeta Terra con il Teatro Telaio

«Earth Speakr» di Olafur Eliasson: un palcoscenico per il pianeta
«Earth Speakr» di Olafur Eliasson: un palcoscenico per il pianeta

Un palcoscenico per il pianeta: Teatro Telaio è tra i protagonisti di Earth Speakr, opera d’arte interattiva ideata da Olafur Eliasson in occasione del semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea. LA STORICA realtà bresciana, specializzata in teatro per giovani e giovanissimi, terrà dal primo ottobre al trenta novembre quindici workshop riservati alle scuole primarie e secondarie della Lombardia: al centro del progetto sarà Earth Speakr, uno spazio virtuale dedicato agli eredi della Terra. Attraverso il sito web www.earthspeakr.art e la relativa app, bambini e ragazzi condividono idee e pensieri sui cambiamenti climatici, fondendo la loro voce con gli elementi naturali. Grazie a una tecnologia che utilizza la realtà aumentata sono il cielo, il mare, una buccia di banana, una mela o qualsiasi altro oggetto circostante a «parlare», dando espressione e corpo agli spunti. All’iniziativa partecipano paesi da tutto il mondo: app e sito sono disponibili nelle 24 lingue ufficiali dell’Ue. Diverse scuole di Brescia e provincia hanno aderito con entusiasmo: Teatro Telaio accompagnerà gli alunni in un percorso che non vuole essere recitazione, ma dialogo con la natura. «Questo progetto è nelle nostre corde - spiega Maria Rauzi a nome del Telaio -. Da anni ci occupiamo di teatro-natura, riflettendo su come il teatro possa essere valorizzato immergendosi in luoghi naturali. Ci siamo esibiti nei parchi con spettacoli itineranti, senza fari o altro per rispettare l’ambiente. A livello pedagogico e didattico abbiamo organizzato laboratori simili, per esempio portando i bambini nel bosco: un modo per entrare in contatto con la parte più profonda di sé». Per Rauzi il fine del workshop è «imparare a guardare la natura con attenzione, sentire che il mondo intorno a noi può essere simbolico e poetico. Più che su una visione ecologista vorremmo lavorare sulla correlazione tra l’uomo e la natura, che è il fondamento e l’orizzonte dell’arte». I LABORATORI, che dureranno un’ora e mezza ciascuno, non si svolgeranno all’interno delle scuole ma in luoghi esterni, per rispettare le restrizioni dovute alla pandemia: «Per ora abbiamo trovato asilo da Ambiente Parco: eviteremo gli assembramenti e sarà una bella occasione per essere già all’aperto. Partiremo da un’esplorazione della natura, stimolando i ragazzi dal punto di vista non razionale, ma emotivo e poetico. Da qui li accompagneremo nell’espressione attraverso l’app: ci sarà anche un momento tecnico in cui spiegheremo come usarla». Il risultato finale non sarà un lungo testo, ma un rapido pensiero. Le voci dei giovani di tutto il mondo verranno poi sottoposte all’attenzione dei potenti dell’Ue: «L’idea del progetto è nata proprio dal Consiglio Europeo e in particolare dalla Germania, in carica per il semestre di presidenza - precisa Rauzi - Eliasson, artista impegnato anche in ambito climatico, è stato scelto per dar vita a questa idea». Come è arrivata a Brescia? «Ci ha contattato il Goethe Institut di Milano, che a sua volta ha saputo di Earth Speakr dall’ambasciata tedesca. Da alcuni anni organizziamo la rassegna Palcoscenici Superiori, dedicata alle scuole secondarie: è un progetto di teatro in lingua, per favorire l’apprendimento del tedesco. Siamo gli unici in Italia a proporre un un’iniziativa del genere, così abbiamo ottenuto il patrocinio del Goethe: ci conoscono bene, così hanno pensato di affidarci questo progetto». Secondo Maria Rauzi, Earth Speakr non ha un intento sociologico o statistico, ma artistico: «È un ponte tra generazioni, che permette ai ragazzi della Terra di parlare agli adulti. Siamo nati dalla natura: viviamo all’interno di un universo e di un cosmo, qualcosa di armonico in cui l’uomo è collocato e di cui è custode». •

Anna Castoldi
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