08 agosto 2020

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15.07.2020

Elisabetta Croce «Il lato sinistro» in 3 storie brusche

L’autrice Elisabetta Croce: la sua narrazione è fluida
L’autrice Elisabetta Croce: la sua narrazione è fluida

Per Morgan era un piede, «quello giusto». Elisabetta Croce - lavora con l'acciaio e vive a Brescia - risveglia altro (tiro) mancino: «Il lato sinistro», sotto Temperino Rosso Edizioni. Sono tre storie brusche, le sue, intrecciate entro un romanzo breve che rafforza la lunga passione per la letteratura; alla laurea umanistica è seguìto uno sforzo di penna («Sarebbe più interessante parlare di Angelica», Giovane Holden Edizioni), qui rinsaldato. Lorenzo, Carlotta, Marilena - detta Marilì. A passarsi il testimone, loro, protagonisti inafferrabili di una crescita che alla formazione unisce un quid di cattiveria urbana. 1984, 1994, 2012: gli steli temporali di ciascun attore aggrovigliano come edera la trama. Che, in fondo, è semplice al pari della vita: un primo amore, la genitorialità, il posto nel mondo lasciato alla figliolanza. A rendere combustibile il sinistro - vale a dire il lato «b» umano, la parte fragile-e-dolente-e-bieca -, tutto un lavoro di specchi interiori, alla Vermeer. Metafore, similitudini e parallelismi («la cosa stride come un caco in estate», «i flashback affiorano come gli gnocchi cotti in una pentola d'acqua bollente») fanno allo stile di Croce un peeling vitaminico con ricetta domestica: ingredienti presi dalla dispensa personale, poco contraffattibili, tanto sapidi. PERSI a «liberare i soffioni», sotterrati dalla grande nevicata padana, folleggianti nell'inizio estate - quando «persino i mobili hanno bisogno di sole» -, gli astanti si fanno conoscere di stagione in stagione. Ognuno, com'è giusto, è geloso della propria personalità ma tutti, insieme, custodiscono un tentennamento di fondo («non sei tu il responsabile delle tue azioni, ma il tuo cervello, che sa ogni cosa di te e sceglie», «dentro morivo, ma mi ignoravo») che, potendo, abdicherebbe il vivere per il sopravvivere. Croce dà alla narrazione la fluidità necessaria a coprire quasi un trentennio di esistenze. La famiglia - di sangue e amicale - è l'alveo nel quale si scaldano le vicende; la ricerca della felicità resta il motore e il movente: come si può, come si riesce, anche agendo il profilo manco di sé. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Tonizzo
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