28 ottobre 2020

Cultura

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16.10.2020

Esorcizzare il Covid 19 attraverso l’arte

A Gussago, nella meravigliosa cornice della chiesa di San Lorenzo, è in corso la mostra «Una storia di cuore, una favola d’amore per Viola Maria», il progetto artistico di Adriana Albertini. Già presentato sui social network durante il lockdown, è visibile dal vivo fino al 18 ottobre, dalle 17 alle 19. Racconta di come Adriana, durante la clausura forzata, abbia spiegato alla figlia di 8 anni il Covid 19 inventandosi una favola della buonanotte e utilizzando come strumento di narrazione i suoi ex voto suscepto, cuori in ceramica incisi con motti latini, espressioni di una saggezza senza tempo. PER FAR CAPIRE alla bambina che per un periodo non ben definito dovrà rinunciare a incontrare parenti e amici e per darle le risorse emotive per affrontare il momento cupo, Adriana, attingendo alla mitologia, le narra di come Zeus si infuria con gli esseri umani, scagliando «dardi e fulmini per punire l’indifferenza dell’uomo verso il mondo». Per fortuna, come in ogni favola, ci sono gli eroi: medici e infermieri, che, sprezzanti del pericolo e al motto di «mori citius quam deserere», scelgono di morire piuttosto di arrendersi per salvare il mondo. La mostra apre con l’ex voto dedicato a Brescia e al suo simbolo, la «Vittoria alata», piegata e fatta a pezzi dall’ira funesta di Zeus. Procedendo di ex voto in ex voto, Adriana descrive l’iniziale paura e lo smarrimento degli uomini rinchiusi in casa che, credendosi forti e invincibili, hanno perso il rispetto per la natura e non confidano più in Gea terra madre. Ma l’isolamento dagli affetti, il dolore per la sofferenza dei più deboli e la sospensione del tempo, in un clima di sgomenta inoperosità, li spinge a riflettere su valori antichi come la speranza, che i nostri antenati latini, con il motto «Spes ultima dea», ci insegnarono a considerare come l’ultima grande risorsa a cui deve appellarsi il cuore. E sulle virtù cardinali, in cui trovare conforto, perché solo la temperanza nel moderare i bisogni, la pazienza durante l’attesa, la forza d’animo nel non arrendersi mai e la giustizia nel rispetto delle regole e del lavoro degli eroi, riuscirà a salvarli. Insieme all’amore per la vita e per gli altri esseri umani perché, come alla fine di ogni favola che si rispetti «Amor vincit omnia», l’amore vince su tutto. L’amore per la natura, che nel clima di silenzio e di inattività umana torna a riappropriarsi dei suoi spazi e ad essere generosa con gli esseri umani, donando loro frutti e fiori. La mostra termina con l’Ex voto Freedom, dedicato alla libertà, il volo di una rondine incorniciata da un cuore. La dedica alla figlia è rivolta a tutti i giovani perché possano, da ora in poi, essere fieri dei genitori e del mondo che gli lasceranno in eredità. •

Elisabetta Ghidini
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