11 agosto 2020

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13.07.2020 Tags: Mostre

Fasoli, jazz e letteratura sulla London tube

Claudio Fasoli: ha anche presentato il  suo libro «Inner sounds»
Claudio Fasoli: ha anche presentato il suo libro «Inner sounds»

Il grande jazz in centro città ha trovato nuova espressione con il «London tube trio» di Claudio Fasoli. La quarta serata della rassegna «Easy to love», tassello della diciassettesima edizione del festival «Jazz on the road», ha avuto come protagonista il versatile sassofonista veneto, nominato nel gennaio 2018 dalla rivista «Musica jazz» miglior musicista dell’anno. Fasoli, accompagnato da Michele Calgaro alla chitarra elettrica e da Gianni Bertoncini alla batteria e agli effetti elettronici live, ha proposto un trio caratterizzato dall’assenza di contrabbasso: un set che funziona fin da subito con «Fortuny» e con le atmosfere decisamente noir di «Holborn», primo di una serie di pezzi i cui titoli si rifanno alle fermate della celebre «tube», la metropolitana di Londra. Il «London tube trio» si fa apprezzare per aperture che lasciano spazio ai virtuosismi di tutti i suoi interpreti in una sorta di democrazia musicale nella quale, a tratti, i musicisti si lasciano libertà vicendevolmente per godere degli assoli di Calgaro o delle frasi dello stesso Fasoli; la zampata elettrica del set di Bertoncini conferisce un’impronta meno arcaica e protesa verso la ricerca di lati meno esplorati del jazz. Con «No kidding», quinto pezzo in scaletta, Fasoli rifila uno schiaffo ben assestato ad un pubblico stupito dalla qualità del pezzo, con frasi ritmate che esaltano la splendida intesa tra il sassofonista e il chitarrista, agilissimi sulle 5 note che ripetendosi danno vita al pezzo più riconoscibile e coinvolgente della serata. «Finchley road» è invece dedicata a Sigmund Freud, il quale aveva una casa proprio accanto alla fermata a nord di Londra, e rappresenta anche un omaggio agli aspetti multiculturali della musica, specchio di psicanalisi, con profondi legami letterari. Proprio la letteratura, infatti, caratterizza la sfera di interessi di Fasoli, che nel 2017 ha pubblicato il libro «Inner sounds. Nell’orbita del jazz e della musica libera», presentato sabato mattina a Brescia. Il musicista veneto, è evidente, è instancabile e non smetterebbe mai di suonare: finisce per «arrendersi» solo dopo oltre 90 minuti di concerto. Ieri Gianluca Petrella e Pasquale Mirra hanno chiuso la parentesi di concerti nel cortile di palazzo Broletto, tutti fortunatamente risparmiati dal maltempo. Mercoledì 15 alle 21.30 «Jazz on the road» si trasferisce al parco La Terrazza a Gussago, prima delle due serate di chiusura a Padenghe sul Garda venerdì 17 e sabato 18, tutte ad ingresso gratuito o visibili in streaming sul sito www.jazzontheroad.net e sul canale Youtube. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Spinoso
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