03 aprile 2020

Cultura

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26.03.2020

FERLINGHETTI? IL BEAT DI BRESCIA

2005: il famoso controllo in contrada delle Cossere, in città; Ferlinghetti cercava la casa in cui nacque il padre2002: con il sindaco Mino Facchetti, davanti al gonfalone di Chiari, Ferlinghetti con la medaglia della città
2005: il famoso controllo in contrada delle Cossere, in città; Ferlinghetti cercava la casa in cui nacque il padre2002: con il sindaco Mino Facchetti, davanti al gonfalone di Chiari, Ferlinghetti con la medaglia della città

Massimiliano Magli «Lawrence Ferlinghetti resterà per sempre clarense, anche se non lo è». Ad annunciarlo è stato il sindaco emerito di Chiari Mino Facchetti. Il poeta della Beat Generation con origini bresciane ha compiuto il 24 marzo 101 anni. Un record che fa impressione se si considera il suo movimento artistico e letterario fatto di dissolutezza, esagerazioni, azioni fuori dagli schemi. E a lui ieri sono andati proprio gli auguri di chi nel 2002 lo premiò per i suoi legami con la città di Chiari. Si tratta di Mino Facchetti, allora sindaco, che 18 anni fa consegnò la medaglia della città al poeta della Beat Generation. Ma da tempo qualcosa è cambiato: le presunte origini clarensi di Ferlinghetti sono state smentite negli anni e l'unica certezza è che Ferlinghetti ha una padre nato a Brescia e con residenza nel capoluogo, per la precisione al 2092 di Contrada delle Cossere. Che facciamo, ritiriamo la medaglia a Ferlinghetti? «Neanche a parlarne – dice il sindaco emerito Mino Facchetti – gliene donerei una seconda per un compleanno tanto importante. L'incontro con lui è stato illuminante. Una persona di una genialità e di una capacità di vivere l'attimo straordinaria, capace di venire fino a Chiari per annusare le sue origini». In effetti Ferlinghetti era straordinario per molte altre cose già all'epoca: straordinario era prendere su dalla California, lasciando San Francisco e la sua libreria City Lights per venire in Italia a 83 anni, raggiungendo Brescia e Chiari per due mostre. Non temeva i formalismi e nemmeno le fragilità da anziano: durante la premiazione a Chiari interruppe improvvisamente la conferenza chiedendo di raggiungere urgentemente il bagno su richiesta della prostata, ma non declinò poco dopo una visita memorabile alla Villa Mazzotti birra alla mano. «Eravamo io e lui – spiega Facchetti – davanti a un'ottima birra servita dal gestore del bar nelle ex scuderie di Villa Mazzotti. Passammo una mezz’ora piena di emozioni, anche se io ero alle prese con il dialetto e lui con un inglese forbito, eppure l'intesa fu massima. Ancora oggi lo ricordo come uno dei momenti più belli della mia vita». Ma chi è stato a far svanire il sogno del Ferlinghetti di origini clarensi? Tutto nacque circa un anno dopo quella premiazione, grazie a una ricerca di Fausta Morandini (sposata fino a qualche anno fa con Riccardo Ferlinghetti) e di Silvio Masullo. «Non c'erano atti certi – spiegano Fausta e Silvio – sulla nascita di Carlo, padre di Lawrence. Così scrivemmo a tutti i Comuni per chiedere di verificare nei loro archivi. Molti stracciarono il nostro invito: fortuna volle che Brescia lo accolse grazie alla sensibilità di un impiegato, nonché artista. Giuseppe Morandini, l'unico che si mise a cercare negli archivi del Comune». Morandini era nel 2004 allo Stato civile del Comune di Brescia: «Hanno lanciato il sasso e l'ho raccolto, amante come sono dell'arte. Mi spiace semmai vedere che anche due anni fa, in occasione di eventi dedicati a Ferlinghetti, il Comune non abbia mai conosciuto chi ha rintracciato l'atto di nascita ufficiale di Carlo Ferlinghetti, facendo diventare Lawrence un bresciano doc. A breve non mancherà una mia pubblicazione sulla mia vita e anche su questa vicenda». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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