22 settembre 2020

Cultura

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04.08.2020

Fra cielo e terra i «Levels» di Mori Creatività e stile

Alberto Mori: l’autore
Alberto Mori: l’autore

Fra il desiderio del cielo e quello della terra, molti «Levels». Kikuo Takano presta fronde e radici all'albero letterario di Alberto Mori, policreativo cremasco, raccoglitore abituale di succiole lavorative in quel di Brescia. Deliziato dalla poesia (mica solo orientale), l'autore del libruccio edito da Fara torna a proporsi in versi dopo «Minimi vitali». Sull'ispirazione circa l'estensione animista di un arbusto - quello lirico, quello di Takano -, Mori innesta la propria tripartita sequenza prospettica: Low, «verso radici senza immagine»; Medium, «fra gli sguardi del corpo»; High, «nel volo avveduto di sole arie». LO STILE - unico: suoni materiali, compressi - raggruppa l'esito delle pagine diverse, come fossero scritte a mano ma mai (troppo) di getto; senza rime, questi scherzi gutturali e papillari muovono col flipper palatale i propri corpi fonematici. Cerca l'avanzo di caramella, la lingua del poeta, poi leviga il dolce frammento nel nervoso sussulto biforcuto tipico dell'anaconda. Al primo piano dell'ascensore, la strada, una lucidatrice, il letto, la rete idraulica, ruote e container. Tutto ciò che è «low» sta giustappunto sul pelo del terriccio, dentro e fuori al compostabile. «Low» appoggia, è grave e satollo. Lo si incontra a testa bassa, anche nei pressi della stazione, «accorda piccoli sterpi nei sassi/ dove fra efflorescenze sparse/ respirano silenzi d'aria e polvere». «Medium» è baricentro. Dipinge muri, fisici, pioggia, luci, ticket e parchimetri. È il più ingannevole, rifugge tassonometrie, ondeggia - tanto sta privo d'àncora. Perde persino perifrasi, denuda sino al nocciolo: «Foglia emersa/ non più assopita/ sciacqua venata». ENTRO le geometrie di «High» c'è del sale, assieme a una mongolfiera e un cielo satellite; «l'altezza volge spazio cubico/ ascissa e ordinata continua». Ciò che si mostra così in alto paradossalmente ci è maggiormente vicino. Sappiamo che «in diffusione climatica fra le arie del soffitto/ nella brezza leggera del condizionatore/ il cellophane involato ritorna sulla frutta». Sorridiamo a colui che «sollevato e felice/ sulle spalle del padre camminante/ vede il bordo lunghissimo del viale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Tonizzo
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