02 luglio 2020

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28.06.2020

Grazie a Paris noir la nostalgia diventa «coccola crudele»

L’autrice Ida Ferrari
L’autrice Ida Ferrari

Andirivieni emozionale, con valigia. «Paris Noir» (Golem edizioni) fa spostare, sotto caldana estivale, tra Milano e la Ville Lumière. I lettori di Ida Ferrari volentieri sfollano: già aspettavano il volume secondo della saga «Fontana Investigazioni», del duetto monsonico in stand by since 2015, tempo de «La Vincita». Simona&Paolo sono per l'autrice - bresciana, il lavoro in banca e la penna ammaestrata alla Scuola Holden - un'affezione che non affievolisce; torna negli squarci di tempo liquido a pennellare i protagonisti suoi, dandogli carattere credibile e credenziali cromatiche. Lei fragile lui forte, amici sensibili, squadra affiatata. Questa volta alle prese con due casi paralleli: l'uno s'inabissa nel deep web adolescenziale, l'altro nell'adulta avidità omicida. «Paris Noir», premio speciale «romanzo giallo» al Concorso di Letteratura «Città di Pontremoli», sfiocca il cordone del plot per poi riannodarlo man mano. Le sequenze, tutti primi piani, avvicinano l'immaginativa romanzesca a certa fumettologia colta, sopra monocromi sfumati col polpastrello. DIGITALE, artigiano, lo scritto incolla i numerosi colpi di scena ai volti dei personaggi, li fa sorprendere, umani-più-che-umani. L'attenzione bascula dalle tracce online (si stana un demiurgo di malvagità nascosto entro byte) alle scie su marciapiede (si pedinano scaltri malfattori). Virtuale e reale somigliano, quanto a sconcezza - poi Ferrari fa di tutto per avvicinare gli episodi thriller al quotidiano, inserendo liste della spesa fuggitive («un paio di scatolette di tonno, una di fagioli, un’altra di mais, una confezione grande di cracker e dei biscotti»), scontrini olfattivi («Parigi al profumo di vaniglia e caramello»). La geolocalizzazione narrativa rende meno amare le pillole confezionate a Paris, dove «nessuno fa caso a come sei conciato, nell’incedere a grande vitesse»; fa strizzare l'occhio davanti al selciato nostrano, quando «la gente d’estate sembra felice anche a Milano». In attesa del prossimo lieto fine a tinte oscure, i nuovi ferraristi della carta sanno che «la nostalgia è una coccola crudele», preparano altra valigia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Tonizzo
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