01 ottobre 2020

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27.01.2020

I «Figli» di Torre fanno della vita una commedia

Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea protagonisti di «Figli»
Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea protagonisti di «Figli»

Non c’è solo Valerio Mastandrea a tenere vivo e alto il nome di Mattia Torre, ma gli scritti, come il monologo «Figli», recitato da Mastandrea appunto agli «Stati generali» della Dandini; le opere – vedi quell’autentico capolavoro che è la serie televisiva «Linea verticale» – e le sceneggiature che ci ha lasciato: è il caso di «Figli», tratto dal monologo di cui sopra, che, per la regìa di Giuseppe Bonito e l’interpretazione della coppia Mastandrea-Cortellesi è un film in questi giorni sui nostri schermi. All’insegna dell’aurea massima «I figli ti invecchiano…» il film mette in scena le vicende di Sara e Nicola, verosimilmente fra i 30 e i 40, innamorati e felici, con una bimba che va a scuola e ha già una sua vita sociale, che affrontano il tornante del secondo figlio destinato a sconvolgere il loro ménage coniugale e le loro esistenze. E le scene da un matrimonio, le disavventure di Sara, Nicola e della bimba Anna, sono evocate seguendo il filo delle analogie e delle sensazioni, in modo abbastanza libero. Non manca certo l’ironia, il gusto della battuta che accende la riflessione oltre al divertimento. Sullo sfondo c’è questa generazione di mezzo, di padri e madri che sono ancora figli e figlie perché i loro genitori sono arzilli anziani, consapevoli della loro forza e gelosi della loro indipendenza, e c’è l’Italia, questo nostro paese di furbi e furbetti, bene annidati in ogni quartiere, per i quali esistono i social, i diritti e nessuna regola o dovere. Ed è per questo che Sara, sorta di ispettrice igienico-sanitaria di ristoranti e cucine, non fa altro che rilevare la mancanza della dote cantata da Battiato: la Cura. Con intelligenza e discrezione Giuseppe Bonito ha lasciato che nel suo film in un certo senso coabitassero la sua regia e l’idea di quella che avrebbe potuto essere la regia di Mattia Torre, il quale forse, come nella «Linea verticale», avrebbe adottato un registro più surreale e implicito, piuttosto che esplicitare un certo realismo e i toni della commedia di costume. «Figli», di Mattia Torre. Regìa di Giuseppe Bonito. Con Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi. Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi. Italia 2020. Alla multisala Wiz. Voto: 8.

Fausto Bona
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